Just testing

pubblicato da Giulia mercoledì, marzo 31, 2004 20:14
Aggiunto alla categoria Sono fatti miei

Coming soon: la Giulia si mette in proprio.

e la lira si impenna!!!

“Oh, Giu, la lira non c’è più.”
“Eh, appunto.”

Commenti e ping chiusi.

Un commento to “Just testing”

  1. maria patrizia trevisan says:

    febbraio 13th, 2009 at 11:12

    Ciao Giulia,
    il tuo blog mi è stato consigliato da un amico; complimenti per la schiettezza, vai al sodo senza giri di parole. E poi … scrivi!Tanto.
    Anche a me piace scrivere.
    Mi chiamo Maria Patrizia Trevisan e spesso penso ai miei sogni nel cassetto che non possono prendere forma; niente di pesante in confronto ad altri problemi che affliggono il genere umano, ma anche dar vita ai sogni può diventare alla lunga una questione urgente da risolvere.
    Da tempo ormai scrivo (di notte) da esordiente, ma tale continuo a rimanere; sono riuscita a creare due testi di narrativa “La Vergine e lo Scorpione” e “SempliceMente” e ne sto finendo un terzo “La notte che mi ha insegnato a contare le stelle”. Per farla breve, ho spedito ad un bel po’ di case editrici i miei due testi di narrativa, integrali o come sinossi in forma cartacea o via e-mail, altre volte ho desistito: le spese di fotocopie, spedizione o partecipazione a concorsi vari richiederebbero uno stipendio sicuro e maggiore del mio attuale part-time a tempo determinato e quello di mio marito, seppur a tempo indeterminato, deve mantenere la nostra famiglia di quattro persone. Senza contare gli “editori” che mi hanno chiesto fior di centinaia di euro per pubblicarmi …

    Ho ricevuto (e la conservo gelosamente) risposta scritta dalla Mondadori (avevo tentato di puntare in alto), dove mi dicono che i miei scritti non rientrano nei loro canoni di pubblicazione; contattati telefonicamente, mi avevano suggerito di scrivere gialli o noir. Purtroppo questi stili, seppur vadano oggi per la maggiore, non rientrano nei miei canoni di scrittura. Io parlo di sentimenti e siccome credo in quello che scrivo, se inventassi una storia cruenta, macabra, dell’orrore od oniricamente fantastica, finirei per crederci io stessa per prima e ne avrei paura. Mi domando perché la gente abbia bisogno di leggere e di viaggiare con la fantasia in mezzo a libri e film dell’orrore o dell’angoscia, come se nel nostro mondo, lontano e vicino, non ce ne fosse già abbastanza! Penso che sarebbe invece il caso di promuovere i buoni sentimenti, raccontando la realtà senza bisogno di usare immagini pericolose e terrorizzanti. Proprio la settimana scorsa verso le 22, mio figlio maggiore di 11 anni, ha visto in tv il trailer di “Imago mortis”; non siamo riusciti ad evitarglielo, è comparso all’improvviso: ne è rimasto scioccato, ha faticato addirittura a prendere sonno ed ancora ne parla ogni tanto con paura. Perché dobbiamo imbruttire la vita nostra e dei nostri figli con simili orrori? Non ci pensano già abbastanza telegiornali ed internet?

    Ti invio una mia breve biografia e ti chiedo un consiglio: conosci un editore serio in vena di rischiare di lavorare con i miei scritti? Come si fa a scrivere per le riviste? So di chiederti troppo, se puoi rispondimi. Grazie e buon blog.

    Tanti cordiali saluti.

    Attendo una cortese risposta.

    Con simpatia,

    Maria Patrizia Trevisan

    e-mail: cimmino.trevisan@alice.it

    Il mio breve Curriculum Vitae:

    Sono nata a Vicenza il 13 febbraio 1965 ed ho il diploma di scuola media superiore (maturità magistrale sperimentale, con inglese e tedesco come lingue). Abito a Roma da giugno 2005.

    Ho svolto vari lavori, fra i quali commessa, impiegata in varie aziende, la penultima per quindici anni in un’industria produttrice di cucine come impiegata ufficio estero in provincia di Vicenza; attualmente lavoro con contratto a termine nell’amministrazione di una società di distribuzione automatica a Roma.

    Giornalista pubblicista per sei anni, ho scritto per due quotidiani ed un mensile veneti per qualche anno, comunque la passione dello scrivere mi è rimasta dentro al cuore.

    Sposata e mamma di due meravigliosi bimbi, Alessio ed Andrea, adoro scrivere e riscrivere, modificare ciò che riesco a creare e adoro farlo con il computer, uno strumento meraviglioso per chi ha come me la necessità quasi fisica di catturare in fretta o al volo i pensieri e di fermarli sulla carta, prima che se ne scappino ed anche di spostare, in modo semplice ed indolore, concetti da una pagina all’altra, da un periodo all’altro dell’invenzione scritta. Adoro la musica in tutte le sue espressioni e amo leggere quanto scrivere.

    Penso che un libro dovrebbe trasmettere soprattutto buoni pensieri e farci compagnia, in un mondo sempre più difficile da comprendere e vivere; se poi riesce anche ad insegnarci qualcosa, allora ha proprio assolto a tutte le sue funzioni.