La nostra normalità

pubblicato da Giulia venerdì, maggio 14, 2010 10:13
Aggiunto alla categoria Gay Today

Ogni volta che sento che il Papa si scaglia contro “aborto e matrimoni gay” (come se, peraltro, le due questioni avessero lo stesso peso etico e si prestassero alla stessa interpretazione massimalista su cosa sia bene o male), mi viene da pensare “Ecchissenefrega”. Un po’ perché rappresento quella percentuale non indifferente di cattolici che, pur potendo entrare in una chiesa senza essere fulminati in virtù del fatto di avere accumulato tutti i sacramenti necessari, in chiesa ci va giusto per le funzioni essenziali come funerali, matrimoni e (sempre meno spesso) battesimi. E un po’ perché comincio a pensare che sia compito mio, fra gli altri, contribuire a rendere le prediche del Papa vane e irrilevanti.

Intendiamoci, la questione dell’aborto è personale, e se un cattolico ritiene che interrompere una gravidanza sia peccato è giusto che possa non farlo. Meno giusto è imporre agli altri la sua percezione, è uno Stato laico, la riduzione del danno, tutte cose di cui abbiamo già parlato. Sulle coppie gay, invece, la questione non è personale. Non si riduce interamente a scegliere per se stessi se essere o meno in una coppia gay: le pretese dittatoriali del Vaticano e dei cattolici fondamentalisti, in questo caso, si allargano fino a impedire alle persone di ottenere elementari diritti civili, di cui già godono senza danno o disturbo sociale di sorta in moltissimi altri paesi del mondo.

Torniamo a noi. Nel mio giro di amici le coppie gay sono la norma. Non si nascondono, non sono “discrete”, si formano e si sciolgono come le coppie etero, litigano, si tradiscono, si annoiano, si coccolano come le coppie etero. Non c’è la minima differenza, nessuno ci spende del tempo, non sono una novità. Nel mio giro di amici (nei vari giri di amici che ho), essere omosessuali non è una notizia. In un certo senso, il microcosmo a cui appartengo ha già creato la normalità necessaria a far sembrare le parole del Papa qualcosa di assurdo. Cioè, qua da noi succede già, e non solo non è morto nessuno e Cristo non è sceso dalla croce a farci no col ditino, ma stiamo tutti benissimo. Per cui niente, Sacra Bibbia epic fail.

Vedo difficile creare una “normalità” dell’aborto. Ognuno ha il diritto di vivere il corpo in privato, e le continue violenze psicologiche subite dalle donne che cercano anche solo di farsi prescrivere un contraccettivo sono sufficienti senza dover trascinare anche l’interruzione di gravidanza sulla pubblica piazza. Ma le coppie gay sono già un fatto della vita per moltissimi di noi. Sta a noi accettarle e farle accettare come perfettamente normali, anche a chi ancora non comprende, non capisce, pensa a Il vizietto, a Platinette, alla deboscia vansantiana, ai  disperati froci in erba di Maurice, alle palestrate seminude sui carri del Pride; a tutto meno che a due persone che, banalmente, nel bene e nel male, si tengono per mano mentre vanno a fare la spesa, si disputano le coperte, bisticciano sul film da vedere. Gente normale, per niente interessante, noiosa perfino. Anni luce dal disordine oggettivo paventato dal vecchietto con le occhiaie.

Commenti e ping chiusi.

11 commenti to “La nostra normalità”

  1. andrea says:

    maggio 15th, 2010 at 6:15

    Non riesco a dire chissenefrega quando il vecchietto con le occhiaie influenza il pensiero della società italiana. Secondo me purtroppo ancora non lo si puo’ ignorare. Del resto non è molto che un Bagnasco ha assimilato l’omossesulaità alla pedofilia: la strada è ancora lunga. Per l’aborto poi è particolarmente irritante che la chiesa co ntinui a premere sullo stato per abolire un diritto conquistato con un referendum 30 anni fa. D”altra parte anche il referendum sul nucleare mi sembra che venga bellamente ignorato. Mi sa che scadono e non ce l’hanno detto.

  2. OliverAtton says:

    maggio 16th, 2010 at 1:31

    Giulia, in effetti sono imbarazzanti le continue ingerenze della chiesa nella vita politica, sociale, affettiva delle persone. Soprattutto alla luce poco divina degli ultimi scandali mondiali di preti e religiosi vari. Un meditativo ritiro di silenzio no? Penso comunque che ormai questo genere di proclami del Papa non abbia reale potere di condizionamento sulle singole persone, manco un po’. Ma, come hai scritto tu, viviamo in uno stato laico e questo tipo di pressioni intaccano sciaguratamente la sfera politica e di conseguenza i diritti di tutti i cittadini ed è dovere di chi può far sentire la sua voce esprimere dissenso. Vivere nel 2010 e pensare che ancora qualcuno cerchi di limitare la felicità e i diritti di chi è gay fa impressione. Ma dove siamo? Perchè invece il Vaticano non limita l’accumulo di beni e di oggetti preziosi dando il ricavato in beneficenza, invece di lanciare anatemi a destra e a manca? Il paradosso poi è che la vera spiritualità non ha a che fare con tutto questo, non ha a che fare con l’imporre dogmi e dettami a catinelle o col giudicare. Per quanto riguarda l’aborto, credo che una donna abbia tutto il diritto di scegliere. Se fossi donna, non so se ci riuscirei (anche se dipenderebbe dalle circostanze), ma trovo mortificante come la chiesa cerchi di far pesare ulteriormente una scelta già di suo così drastica. Non è rispettoso verso le donne. Ma del resto anche nella gerarchia della chiesa, ci sono donne al potere? No, la Chiesa è supermaschilista in questo. Sono i primi a non rispettare le donne appieno e si permettono anche di giudicare le scelte delle donne che NON sono parte della chiesa, cattoliche o meno.. Il rispetto per la vita che decantano dovrebbe partire dall’uguaglianza…

  3. Giulia says:

    maggio 16th, 2010 at 3:22

    Perfino le donne non sanno se abortiranno o no finché non gli capita: il mondo è pieno di antiabortiste che poi hanno abortito. E’ una scelta talmente personale che nemmeno le persone sanno che scelta faranno.

    Però a me non interessa sapere come la Chiesa regola le sue faccende interne. Ci sono contraddizioni, ma non me ne occupo. Mi interessa di più contrastare il suo tentativo di diffondere l’intolleranza praticando l’accettazione (non la “tolleranza”, io i miei amici gay non li “tollero”, per me sono normali).

  4. Monia says:

    maggio 17th, 2010 at 2:54

    Ognuno (anche il Papa) è libero di avere l’opinione che vuole, nonostante l’evidente contraddizione coi i valori che dovrebbe rappresentare. Lo si può tacciare di intolleranza e incoerenza, ok, ma il vero problema è il Parlamento che lo ascolta. Perché alla fine le leggi le fa il Parlamento, non il Vaticano.

  5. Monia says:

    maggio 17th, 2010 at 3:03

    Ah, un’altra cosa sulla contraccezione: son d’accordo sulle pressioni psicologiche. A 18 stavo con un ragazzo e decisi di andare al consultorio del comune (pubblico e gratuito) per farmi consigliare sul metodo contraccettivo più adeguato. La ginecologa mi prescrisse la pillola. Senza domande e senza prediche. Il problema però era andare a comprarla: la farmacista del paesino (over 70) mi guardava ogni volta come fossi una criminale. Altro esempio? Mia zia. 3 figli, 3 parti cesarei. Al terzo cesareo decide di farsi legare le tube per OVVI motivi di salute (un quarto figlio sarebbe stato un rischio per la sua vita). Beh, il ginecologo di turno si rifiutò, e lei dovette stare in ospedale un giorno in più per aspettare il medico del turno successivo. E questo lo ritengo più grave di un’occhiataccia di una farmacista…

  6. marta says:

    maggio 17th, 2010 at 3:28

    vorrei dire molto, sono un po’ intimidita apprezzando molto questo blog e trovando i suoi contenuti molto interessanti… inizio ad interagirci con un link che ho trovato meraviglioso .
    marta

    http://www.youtube.com/watch?v=5Op7INlzM5M

  7. irene says:

    maggio 17th, 2010 at 6:45

    La minaccia alla laicità dello stato per colpa del carrozzone della politica è ancora più grave delle posizioni assunte dalla chiesa!

  8. Alice says:

    maggio 18th, 2010 at 4:53

    Io sono cattolica praticante, da vent’anni milito nell’Azione Cattolica, cioè da quando di anni ne avevo 6, ma per certi versi mi considero un’anticlericale, così come molti preti che ho conosciuto e che rimangono basiti tanto quanto noi di fronte a certe affermazioni del Papa, e che fanno ancora della chiesa la Chiesa di persone distante e diversa da quella di Roma. Il mese scorso ho portato i ragazzi del mio gruppo di Ac ad una serie di incontri sulla sessualità (ebbene si, da noi la sessualità si “insegna” in oratorio, con tutti i limiti del caso, ma nessun altro si pone il problema di dare a questi ragazzi una formazione anche in ambito sessuale), le lezioni erano tenute da una sessuologa, ma all’ultimo incontro viene anche un prete a conclude questa serie di incontri, con la perla di saggezza che l’amore tra uomo e donna è meraviglioso e che invece i gay sono malati! Mano a mano che si avvicinava al concetto dentro di me dicevo: no, non lo sta dicendo! No, non vuole dire questo! Si, l’ha detto! In quel momento volevo alzarmi e uscire, ma poi mi è bastato vedere le facce schifate dei ragazzi presenti e questo mi ha riempito d’orgoglio e speranza perchè dove c’era una persona che diceva una cosa simile ce n’erano almeno 40 che l’hanno guardato con disprezzo.

  9. Anellidifum0 says:

    maggio 21st, 2010 at 2:06

    Alice, e beh hai fatto malissimo a non controbattere, ma questo lo sa la tua coscienza ancor prima che te lo dica io.

    Giulia, vorrei anche aggiungere che fra le coppie omosessuali che conosco io, comincia a essere piuttosto frequente anche l’essere incinta (nel caso di due lelle) o il diventare comunque padri (adottivi, o tramite utero in prestito). Questo per dire che nella normalità delle coppie omo viene a esserci anche il desiderio di genitorialità, con i conseguenti figli. E bada: son figli molto ragionati e molto voluti, ben di più per quanto sento e vedo che nelle coppie etero, dove magari arriva il bimbo per caso e si decide all’ultimo di tenerlo.

  10. daniele says:

    maggio 27th, 2010 at 4:34

    L’omosessualita’ l’ho conosciuta qualche tempo fa in tutta la sua drammaticita’ quando due amici,moglie e marito , durante la solita cena del sabato ci hanno detto ,con le lacrime agli occhi che il loro figlio era gay.Abbiamo visto nascere e crescere questo ragazzo e e vedendolo garbato e cortese con tutti non ci ha sorpreso la dichiarazione dei genitori.Il problema e’ che si vergognavano di questo fatto e quello che piu’ preoccupava loro e’ come la gente si sarebbe comportata ,in special modo i loro amici. Quando abbiamo detto loro che per noi non cambiava niente e se ne dovevano fregare di quello che la gente avrebbe potuto dire o fare e noi li avremmo appoggiati in ogni situazione la loro gioia e’ stata immensa.Quello che il Vaticano possa pensare o dire non ci turba minimamente,piuttosto pensino se sia piu’ dannosa la pedofilia dei loro preti e non la felicita’ che abbiamo visto negli occhi dei nostri amici a cui siamo legati piu’ di prima.

  11. k. says:

    giugno 1st, 2010 at 5:39

    Forse è il caso di far notare ai lettori del blog, che al momento ( siamo nel 2010) i matrimoni gay non sono accettati in gran parte del mondo. Parlo di quello occidentale. Il progressista stato di New York, come pure la California, li hanno bocciati proprio l’anno scorso, rimangono vietati in gran parte degli altri stati americani ed europei.
    Ricondurre tutta la questione a una minestrina anticlericale servita con sufficienza penso non aiuti a comprendere la questione.
    Credo che le riserve circa questo tipo di relazioni vadano ben al di là, delle influenze che può avere l’omino con le occhiaie ( sulla California?) .
    Una certa avversione ai rapporti sessuali non procreativi, siano essi omosessuali o mercenari in genere, credo sia atavica e forse inestirpabile.
    Da anni tecnica e il mercato, (sfruttando anche vera sofferenza) promuovono a tutto spiano sui media la parificazione omo\etero sessuale.
    Non credo però per un generico ideale di uguaglianza, ma bensì per pianificare la ( già iniziata) commercializzazione di materiale umano. Già accade che ovuli vengano venduti per pagare l’affitto, e poi fecondati vengono impiantati nell’utero di ragazze indiane ( costano meno)
    Quantomeno illusorio, che tutto questo accada semplicemente per dare la “gioia” di un figlio senza madre a una coppia di maschi.

    ciao,k.