The Salmon Trout Dance

pubblicato da Giulia giovedì, aprile 22, 2010 10:15
Aggiunto alla categoria Target du jour, Triste mondo malato

Hai voglia, a dire che il Trota non rappresenta niente di nuovo per la politica italiana, che il familismo è qualcosa che conosciamo e che questo giovane dalle qualifiche discutibili è solo un’altra manifestazione del crollo generale della classe politica italiana, il cui declino dura ormai da trent’anni. Prendersela col Trota è come sparare sulla Croce Rossa, me ne rendo conto: il ragazzo ha l’aria di essere seriamente sprovveduto, nonché incline ad aprire la bocca e a darci fiato.

Avendo di un pezzo superato la maggiore età ed essendo, dunque, tecnicamente “adulto”, le sciocchezze che dice non possono essere imputabili all’ingenuità. Questo plurimaturando (non nel senso che abbia preso più di una maturità scolastica, ma nel senso che il suo approccio alla suddetta era “Altro giro, altra corsa”: per un numero totale di quattro corse, ma tanto al papà mica mancano i gettoni) è stato eletto con tredicimila preferenze nella provincia di Brescia. Una preferenza è una preferenza, e va rispettata, anche se uno scrutatore del posto getta il sospetto che quei tredicimila voti siano stati dati idealmente al padre, e non al figlio. Però il risultato è che ora la pubblica amministrazione italiana deve fare i conti con uno così tonto da essersi guadagnato un soprannome dispregiativo dallo stesso padre che ha provveduto a parcheggiarlo a spese del contribuente.

Per ora se lo grattano i lombardi, più o meno: l’unico vantaggio apprezzabile della devolution sarebbe quello di non dovergli pagare lo stipendio. Il problema sorge quando il Trota, legittimato dal voto in prima battuta, chiederà di essere promosso alle politiche, entrare in Parlamento, ottenere qualche ministero. Perché lui non si sente italiano, chiaro, ma – come il padre e tutti i suoi colleghi – non è al di sopra della scalata alle istituzioni di un paese che ritiene straniero. Ed eccocelo qua, il Trota, con la sua bella faccetta che al confronto un tronista pare Baricco. Eccocelo qua a dare l’esempio a tutti i fancazzisti d’Italia.

Dice, e che te la prendi a fare col Trota, sarà mica l’unico incapace che ci ritroviamo davanti quotidianamente. No, vero: ma è un incapace giovane. Migliaia di bresciani già lo sentono fratello, e ora il suo straordinario appeal (“Nella vita va provato tutto, tranne droga e culattoni”) arriva alle masse. Abbiamo assistito alla normalizzazione dell’incolto, dell’arrogante, del grezzo, del razzista, del vecchietto raccattato al bar: ora assisteremo alla normalizzazione, anzi, alla glorificazione dello scemo. Di quello che, invece di studiare, creava i giochini su Facebook. Uno di noi, anzi, uno di loro: uno normale.

Il futuro è già qui. Ed è salmonato.

Commenti e ping chiusi.

4 commenti to “The Salmon Trout Dance”

  1. Enrico Siringo says:

    aprile 22nd, 2010 at 8:12

    Guarda, ho appena postato anche io su di lui… che imbarazzo essere cresciuto in provincia di Brescia :$

  2. LaProfe says:

    aprile 24th, 2010 at 2:05

    Quindi non mi devo preoccupare che entri nella commissione per la revisione della Costituzione? E’ solo lì a distribuire i danée dell’Expo 2015?

  3. Giulia says:

    aprile 24th, 2010 at 2:51

    No, anzi: preoccupati.

  4. LaProfe says:

    aprile 25th, 2010 at 12:54

    Ecco, sì, lo sapevo che qui non si può star tranquilli.
    Non posso più nemmeno dire che abito nella Bassa Padana perché mi sembra di essere una Trotella anch’io, mannaggia.