Adulti in pace

pubblicato da Giulia sabato, marzo 6, 2010 18:46
Aggiunto alla categoria Sono fatti miei, Viva la gente

Gli eventi si succedono con una logica che va contro ogni mia idea di entropia. Tre giorni dopo aver consegnato la prima stesura di un libro nuovo che mi ha completamente rapita dalla realtà per tre mesi (scene surreali di tazze di caffè recapitate sulla scrivania e io che bevo e a malapena noto chi è entrato a portarmele) sono partita per Trieste, dove ho partecipato a un dibattito sul futuro dell’editoria e la scrittura in rete. La sera stessa mi sono imbarcata su un aereo diretto a Lamezia Terme, per poi trasferirmi a Cosenza, stabilendo un record personale di voli presi fra l’alba e il tramonto della stessa giornata che mi sarà difficile battere.

Giovedì mattina ero nell’aula informatica del liceo “Lucrezia Della Valle”, insieme a dieci ragazze scelte dalla Preside, per un laboratorio su scrittura e web. In retrospettiva non so quanto di buono e concreto io sia riuscita a lasciare a queste dieci giovani donne eccezionali, ma sicuramente è meno di quello che mi sono portata via io da loro. Perché loro magari hanno visto come si fa un blog e tante altre cosette più o meno utili, ma per me è stata una vera epifania e ha aumentato esponenzialmente il fastidio che provo nei confronti di chi parla dei “giovani” come di un blocco indistinto che non si ha voglia di prendersi la briga di conoscere come individui. Li si porta di qua, li si sbatte di là, li si ingozza di programmi scolastici, li si sfotte per quello che guardano in televisione, per come scrivono, per quello che leggono, e morta lì. Per il resto del tempo, dai “giovani” si tiene un’accurata distanza, parlandone solo per aggiungere uno sprezzante “d’oggi” in calce al sostantivo.

Soprattutto la questione della lettura, che per motivi ovvi è quella che mi tocca di più, viene affrontata con una leggerezza impressionante. Se c’è una cosa clamorosamente sbagliata (ed è un errore che io ho commesso ripetutamente) è trattare tutta la narrativa amata dai ragazzi come “spazzatura”, per usare la definizione del Preside di Lettere e Filosofia di Rende, Perrelli. Perrelli è uno studioso serio che racconta cose affascinanti e sicuramente conosce la sua materia, ma se mi dice che la serie di Harry Potter non ha valore io non posso prenderlo sul serio, e non solo perché l’ho letta tutta due volte. Si può fare lo stesso discorso per Twilight o qualsiasi altra opera che abbia trovato un terreno fra i ragazzi: è da lì che si parte per accompagnarli a leggere sempre di più sempre meglio. Andare lì e dirgli alla brutta che i libri di Amici sono una schifezza non funziona. Bisogna parlare di come funzionano i libri di Amici, chi sono i personaggi, com’è costruita la narrativa, parlare di stili, tecniche di narrazione, credibilità ed evoluzione dei personaggi. Soprattutto, bisogna riconoscere che i ragazzi mica sono scemi: lo sanno, che i libri di Amici sono robetta. Forse non sanno perché. E se glielo spieghi in modo convincente sono più che pronti a darti credito. L’educazione alla lettura è come l’educazione all’ascolto: bisogna dare a chi legge e a chi ascolta gli strumenti per giudicare quello che legge e ascolta. Senza dimenticare che lettura e musica sono soprattutto piaceri immensi, e quindi largo a Twilight e Lady Gaga: c’è spazio per loro come per Jeffrey Eugenides e i Radiohead.

Ho capito che a sedici, diciassette, diciotto anni un adulto che ti viene incontro in pace, senza giudicarti ma solo per ascoltarti e fornirti quel tanto di guida e prospettiva che ti manca per diventare a tua volta adulto è una necessità vitale. Ma ripeto, non è quello che io ho dato a loro a essere importante, quanto quello che mi hanno dato loro. Perché non ho mica incontrato “i giovani”, ma dieci persone distinte, ognuna con la sua storia e i suoi interessi e un carattere, e per me è stato un enorme privilegio quello di essere, per una mattina, il loro adulto in pace.

Commenti e ping chiusi.

6 commenti to “Adulti in pace”

  1. Ester says:

    marzo 6th, 2010 at 9:14

    grazieeeeeeeeeeeeee Giulì!!! Io sn rimasta super contenta un laboratorio favoloso!!! mi raccomando se ti capita di ritornare in Calabria fammi sapere!!!!

  2. Giulia says:

    marzo 7th, 2010 at 12:36

    Ma penso proprio di sì, voglio dire, sono cose che poi una non può fare a meno di rifare.

  3. Ester says:

    marzo 7th, 2010 at 5:14

    Allora ti aspettiamo cn ansia!!!!

  4. CInzia Gamberini says:

    marzo 18th, 2010 at 10:29

    Cara Giulia,

    in qualità di mamma non posso che abbracciarti, seppur virtualmente, per la tua visione sui giovani di oggi. Mio figlio ha “solo” 16 anni e, come te, non ho mai considerato i ragazzi, i figli, come nostre appendici bensì come esseri pensanti con una loro personalità ben distinta e con un’anima ricca tutta da scoprire.
    Grazie, ancora, per la tua presenza.

  5. Giulia says:

    marzo 18th, 2010 at 10:38

    Grazie a te, Cinzia. Io posso fare poco, ma gli adulti – tutti insieme – potrebbero fare molto. (E con questo vado a candidarmi per il premio “Mica Cotiche” 2010.)

  6. Locomotiva says:

    novembre 20th, 2010 at 4:08

    Ho appena citato questo pezzo nel mio blogghino.

    Da persona che ha sentito tanta aria fritta sul “dialogo” coi gggiovani, mi pare da segnalare.