Eh, certo

pubblicato da Giulia domenica, agosto 9, 2009 17:04
Aggiunto alla categoria In miniera

Perché i mafiosi italiani emigrati in America sono andati lì a coltivare violette sul balcone.

(Tutto questo mentre il governo continua a pasticciare e sparare bubbole su nucleare, terremotati, crisi economica e esuberi degli insegnanti. Ma guai a manifestare dissenso o criticare in alcun modo il Sacro Operato dell’Unto dal Signore: si diventa automaticamente “delinquenti”.)

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6 commenti to “Eh, certo”

  1. Francesca says:

    agosto 9th, 2009 at 5:24

    Vabbe’ ma a lui non dirlo della mafia, che vuole solo la scusa per dire “I terroni, quelli sì”.

  2. Giuliana says:

    agosto 9th, 2009 at 6:24

    Giulia, sei convinta di quello che fai? Insomma… Bossi ferma le sue conoscenze storiche ad Alberto da Giussano e poi ha cominciato a riscriversi la storia da solo…
    Pretendere che sappia qualcosa sugli avvenimenti e le motivazioni socioeconomiche degli stessi nel Ventesimo secolo mi sembra pretenzioso, da parte tua…

    Firmato: una delinquente che critica il Sacro Operato dell’Unto del Signore, in attesa di bolla di scomunica.

  3. Giulia says:

    agosto 9th, 2009 at 8:19

    I miei parenti in America, nati in Italia, si spacciarono per irlandesi (complice il cognome tronco) in modo da aggirare il pregiudizio sugli italiani. Brutti, sporchi, poveri e analfabeti, come ben sappiamo.

  4. Giuliana says:

    agosto 10th, 2009 at 7:24

    C’è un libro di cui non mi sovviene il titolo, che racconta la storia degli italiani emigranti negli Stati Uniti. Desciveva gli italiani immigrati come i negri bianchi, o qualcosa di simile.
    Se mi ricordo il titolo te lo posto e lo mando in omaggio al Senatùr.
    Chissà mai che riesca ancora a leggere l’italiano, nonostante la Professione di Fede portata avanti nei confronti del dialetto (che poi, io non vorrei dire, ma il varesotto, a sentirlo parlare, non è tutto sto gran spettacolo. Riesce a nobilitare persino il bergamasco delle valli, e ho detto tutto… Senza offesa per i bergamaschi e per qualche varesotto, se ne fa solo una questione di armonia dei suoni. Se qualcuno si offende, Giulia, cancella pure o ricorda che io arrivo da Milano e che il milanese non ha nulla da farsi invidiare da chicchesia…)

  5. Giulia says:

    agosto 11th, 2009 at 11:28

    Se qualcuno si offende, lo dica e facciamo una bella discussione costruttiva.

  6. virgo_sine_macula says:

    agosto 16th, 2009 at 9:56

    In effetti i primi italiani che andarono in america non si comportarono da stinchi di santo
    e contribuirono,con gli irlandesi,ad accrescere le fila della delinquenza organizzata.In un secondo tempo,una volta che lo stato americano reagi’ e mise in galera i delinquenti veri,si formo’ una comunita’ italiana solida e di brava gente che si guadagnava il pane
    onestamente e sgobbando.Adesso qualche pregiudizio nei nostri confronti e’ restato ma io come italiana a New York devo dire di essere sempre(tre volte)stata trattata con molto riguardo.Non dimentichiamoci che la vera mafia negli States la abbiamo esportata noi e comunque il discorso sui pregiudizi conferma la mia teoria che sono presenti ovunque,cambiano solo le minoranze verso cui sono rivolti,solo verso gli ebrei sembra esistere invece un pregiudizio in ogni parte del mondo.