La sindrome di Charles Bronson

pubblicato da Giulia sabato, luglio 18, 2009 15:31

Poco tempo fa, sotto casa mia c’è stata una sparatoria. Il mio quartiere è sempre stato tranquillo, famiglie e ragazzini che giocano per strada, con quest’unico angolo semilosco del Punto Snai, popolato esclusivamente da esseri umani di sesso maschile in vari stadi di decomposizione dell’anima. Ma la tristezza non è un reato, sparare alla gente per strada sì. E dici: sono cose che capitano, Roma metropoli, la Banda della Magliana aveva una succursale in via della Marranella che da qua ci si arriva a piedi. Eppure siamo rimasti sconvolti, perché non era mai successo prima.

Pochi giorni fa, una mia amica è stata aggredita per strada a San Lorenzo. Un tizio le ha chiesto informazioni mentre lei entrava in un locale per comprarsi le sigarette, era notte e non c’era nessuno in giro. Quando è uscita, il tizio le ha afferrato le braccia e ha cercato di trascinarla via, lei si è divincolata ed è scappata e ha fatto denuncia ai Carabinieri. Ma l’aggressione era avvenuta: l’unico modo per evitarla sarebbe stato rimanere chiusa in casa. Donne agli arresti domiciliari, perché mica si può mettere un soldato alle costole di ogni bella ragazza italiana, diceva quello.

Due notti fa siamo passati per viale Regina Margherita, ed era pieno di militari in mimetica, con la mitraglietta pronta. E io, che ho la memoria corta: “Ma tutti ‘sti soldati?”
“Le strade sicure di Berlusconi.”

Considerate le sparatorie e le aggressioni, mi sento di dire: sicure un par di palle. Oh, certo, non è che il fatto che sia capitato a me e a gente vicina a me renda la città più insicura di prima (ho dimenticato di contare le due volte in cui la mia macchina è stata vandalizzata in un posto dove l’ho parcheggiata per anni senza alcun incidente, ma immagino che anche questo non conti). Ma diciamolo: abbiamo un sindaco di destra – pure fascista, se vogliamo, essendo uno che gira con la celtica al collo – e abbiamo un governo i cui ministri fanno il saluto romano alle manifestazioni pubbliche. Soprattutto, abbiamo la Lega che ce li carteggia da anni con la “sicurezza”. Ma ‘sta sicurezza, dove sarebbe?

E’ la sindrome di Charles Bronson: soluzioni semplici a problemi complicati. Se il ladro scappa, spari. Se la finestra non si apre, la rompi. Se il nodo non si scioglie, gli scarichi addosso un Remington e poi vediamo. E se le strade sono meno sicure, le riempi di soldati e di squadracce. Non fa una grinza: peccato che non funzioni. E ci sta, dopotutto Charles Bronson è un attore e recita nei film. In cui succede una cosa, poi cambia la scena e non ci sono conseguenze, il morto non lo piange nessuno, la tua frase lapidaria non viene contestata e nessuno va mai a fare la pipì.

Le politiche della destra sulla sicurezza sono un fallimento, e sono destinate a continuare a fallire. Il loro costo in termini economici e umani non è sostenibile: i soldati per le strade non servono a niente, se non a farti sentire vagamente minacciato dai soldati stessi (perché quella che hanno in mano è un’arma, quelle sono divise da guerra, è buio e c’è uno armato in mimetica, a me fa impressione), e le ronde sono il peggio del peggio. Una ronda è un gruppo di uomini con il culto della violenza e il complesso del vigilante, la cui autostima dipende fortemente dalla capacità di sopraffare fisicamente il prossimo (i.e. distribuire mazzate). La quantità di abusi che potrebbe commettere una squadraccia del genere supera ampiamente la quantità di crimini e aggressioni che potrebbe prevenire. Senza addestramento formale, etica o anche solo intelligenza, ma solo grandi dosi di testosterone, sono più pericolose le ronde che i potenziali criminali. Io personalmente non vorrei incontrare dei leghisti in un vicolo buio, ma ognuno ha le sue perversioni.

E’ banale, ma la repressione senza prevenzione non serve a niente. Svuotare le strade dopo mezzanotte non vuol dire metterle in sicurezza, vuol dire lasciare liberi di scorrazzare solo quelli che non hanno altro posto dove andare. Vuol dire rendere le strade più pericolose, e costringere i liberi cittadini alla clausura. Senza affrontare problemi da femmine come la povertà, l’emarginazione, la disoccupazione, l’ignoranza, l’abitudine all’illegalità, l’incapacità di stare insieme, la diffidenza, il machismo e il crimine organizzato non si risolve niente. Si continua solo a piantare costosissimi soldati a far figura, decorativi e inutili come le guardie al Vittoriano.

Commenti e ping chiusi.

12 commenti to “La sindrome di Charles Bronson”

  1. Thumper says:

    luglio 18th, 2009 at 4:26

    Che dire?
    Hai detto tutto tu.

  2. O3bla says:

    luglio 18th, 2009 at 6:40

    Si hai detto quasi tutto. Posso aggiungere una domanda: quando, prima o poi, una ronda pesterà i piedi, non ad un inoffensivo qualsiasi, ma a qualcuno veramente pericoloso, suscitandone la prevedibile reazione, che cosa farà il governo? Consentirà alle ronde di armarsi ? Manderà i carabinieri a proteggerle ?

  3. Giulia says:

    luglio 18th, 2009 at 6:56

    Io sono più preoccupata di quello che succederebbe se le ronde cominciassero a sentirsi (com’è prvedibile) i capetti del quartiere, e dessero il via a pestaggi, cacce all’immigrato e molestie alle donne.

  4. restodelmondo says:

    luglio 18th, 2009 at 8:17

    Nulla da aggiungere.

    Anzi, sì: in Italia ci sono, storicamente, dei gruppi che “proteggono i cittadini” in parallelo alla polizia. Si chiamano “mafia* che prende il pizzo per la protezione”.

    Omaggi.

    */camorra/Sacra Corona Unita

  5. seralf says:

    luglio 18th, 2009 at 8:51

    io non capisco perchè a nessuno, specie i vari LaRussa venga in mente invece di addestrare altri poliziotti, e sopratutto farlo bene, con selezioni rigorose anche e soprattutto sul piano del profilo psicologico, anche per evitare altri Giuliani, altri Sandri e compagnia bella…
    a me pare che tutta ‘sta sicurezza serva a fare campagna elettorale ma poi non venga messa in pratica neanche negli ambienti più tradizionalmente sostenitori delle “forze dell’ordine”: fossi un carabiniere o poliziotto di venticinque anni, per dire, mi incazzerei…

  6. barnabo says:

    luglio 19th, 2009 at 7:14

    seralf….pechè per le ronde sono stati stanziati svariati milioni di euro che finiranno nelle tasche di organizzazioni molto ma molto vicine ai vari partiti promotori. in testa a tutti, naturalmente, la lega. in buona sostanza si tratta di una regalia. tutto qui.

  7. Gianni says:

    luglio 20th, 2009 at 10:31

    Sottoscrivo. Inoltre risulta che poliziotti e soldati in tenuta anti sommossa o in tenuta di guerra aumentano l’aggressività in chi li vedono, rispetto a più efficaci e sommessi poliziotti in divisa ordinaria.

  8. Gipris says:

    luglio 20th, 2009 at 4:08

    Beh… l’unica nota positiva è che almeno le divise fanno un sesso……

  9. Pillow says:

    luglio 21st, 2009 at 5:04

    Che poi io me domanno e dico, no: metti i militaretti armati a… viale regina margherita… Parioli… Via Dandolo… Gianicolo… Caro nano, te lo hanno detto che a Roma si sparano a Via della magliana, a TorBellaMonaca, al Quadraro…? O dici che è meglio metterli dove vive il tuo ceto votante. Ah. Ok. Così ha logica. Perchè altrimenti è come vendere hot dog davanti alla Sinagoga.

  10. Giulia says:

    luglio 21st, 2009 at 5:16

    Metti i militari dove li vede più gente e dove non danno fastidio a quelli che si sparano addosso.

  11. itbhp says:

    luglio 26th, 2009 at 3:01

    Sono d’accordo con tutti i commenti, in special modo con chi diceva che ci dovrebbero essere più poliziotti e soprattutto più poliziotti addestrati a livello psicologico. Sbandierare la sicurezza con i militari in piazza e diminuire i fondi alla polizia e ai carabinieri è pura demagogia. Speriamo che gli italiani se ne accorgano alle prossime elezioni.

  12. Emanuela says:

    luglio 29th, 2009 at 2:07

    Ciao Giulia!Un sacco che non ti commento…Nel mio quartiere, mediamente tranquillo salvo per la zona intorno al sottopassaggio della stazione Nomentana, che fu teatro di un paio di regolamenti di conti, i militari ci sono…eccome se ci sono! Dalle otto del mattino alle otto di sera, ora di andirivieni continuo di pendolari e massaie, pensionati, ragazzini, cani ecc… a tre metri dall’imbocco del sottopassaggio di cui sopra perchè se dovesse succedere qualcosa sai…meglio non sentire.
    Dalle otto di sera in poi, quando le strade iniziano ad essere meno frequentate e i binari bui ed isolati ecc… non ci crederai, ma..SE NE VANNO! Per chi non fosse di Roma, il tono è ironico, da mesi si parla e ci si incazza per la presenza a macchia di leopardo e ad orari impensabilmente idioti delle “forze dell’ordine” e similari. Certo se penso a cio’ che è successo a ferrara ad un ragazzino che di poliziotti ne ha beccati quattro all’alba quasi quasi mi va bene se ne vadano alle otto.
    Amaramente. Manu