La giornata del rumore

pubblicato da Giulia lunedì, luglio 13, 2009 15:26

Domani io vado a Piazza Navona insieme a Gilioli e agli altri. Ci vado dopo averci pensato non poco, perché se da un lato chi tiene un blog da tanti anni ha reazioni istintive di enorme fastidio ad ogni tentativo di vessazione nei suoi confronti, va anche detto che pesare le proprie opinioni va bene e fa bene.

Uno sciopero di questo blog è una roba che fa ridere, vista la frequenza con cui viene aggiornato. Non essendo più la mia residenza principale, ma solo la base a cui torno quando ho voglia di condividere qualcosa di personale che non ha spazio nei luoghi che mi pagano per tenere – perché i fatti miei sono fatti miei, c’è una categoria apposta – non è nemmeno il punto di riferimento per capire se aderisco o meno all’iniziativa. A meno che io non lo dichiari.

Man mano che passano i giorni, mi trovo sempre più d’accordo con Michela: qui non si tratta di stare zitti, si tratta di continuare a parlare. Il punto è molto semplice: se nel provvedimento promosso da Angelino Alfano sulle intercettazioni (provvedimento per cui soffro di una carenza di aggettivi denigratori, quasi tutti sinonimi di “infame”) è stata inserita una regola che prevede per i blog l’obbligo di rettifica entro 48 ore, non è certo perché allo stato attuale i blog siano una terra selvaggia in cui disgraziati anonimi diffondono a man salva falsità e sciocchezze. Il modo e i mezzi di rivalersi contro una calunnia o una diffamazione ci sono già, e l’anonimato è tale solo per chi non ha capito come funziona veramente, a livello tecnico, la rete. E’ una regoletta messa lì per fare paura a chiunque esprima un’opinione o un dissenso: una regoletta-spauracchio, che al meglio crea solo una grande quantità di burocrazia inutile, al peggio crea una rete in cui chi ha un avvocato grande grosso e cattivo può dire quello che vuole, e chi non ce l’ha vivrà nell’angoscia di avere espresso un parere non ortodosso su chicchessia. In pratica: nessuno potrà più scrivere la sua opinione. Nemmeno io. Nemmeno voi.

Per cui, domani io vado in piazza, perché stare zitta su questo blog non serve a niente, ma fare un pochino di rumore, forse, sì.

Commenti e ping chiusi.

4 commenti to “La giornata del rumore”

  1. kOoLiNuS says:

    luglio 13th, 2009 at 3:42

    applauso 😀

  2. Angela says:

    luglio 13th, 2009 at 5:32

    E su questa cosa sono d’accordo e solidale con te. Qualsiasi tentativo di imbavagliamento mediatico è contro tutto quello che mi dice la testa ed il cuore. In realtà condivido poco o niente il pacchetto in toto. Come spesso accade si tratta di far rispettare le regole che già ci sono…ma a quanto pare in Italia sembra più facile rifare regole che poi non saranno applicate e quindi saranno ricambiate ma poi non saranno applicate quindi si dovrà ririfarle..aiuto fermatemi…fermateli!

  3. Giulia says:

    luglio 13th, 2009 at 7:50

    Eggià. Quindi si esce e si va.

  4. Gianni says:

    luglio 17th, 2009 at 9:29

    commento per solidarietà