Embrace your inner tamarro

pubblicato da Giulia venerdì, maggio 15, 2009 9:39
Aggiunto alla categoria Bric à brac, Target du jour

C’è un pensiero che devo fermare in bozza, lo farò senza link o altro perché il tempo scarseggia. Ho visto in più blog l’obiezione che chi ha riso dell’idea che Romanzo Criminale possa influenzare negativamente gli spettatori non si fa poi molti problemi ad attribuire a Uomini e donne la colpa di tutti i mali della società.

Al di là dei numeri (una serie che va su Sky non ha, per ora, l’impatto di massa di un programma che va in chiaro nel pomeriggio di una delle reti nazionali più seguite), direi a braccio che si tratterebbe, eventualmente, di una questione narrativa e di contesto. Se io guardo Romanzo Criminale, sto guardando una serie televisiva, un’opera di finzione, per quanto realistica. Ho dei titoli di testa, degli attori che sono dichiaratamente tali, una colonna sonora, tagli e salti temporali, fotografia di tipo cinematografico, abiti d’epoca, un inizio, una fine, un centro degli episodi e della serie tutta. Che si tratti di un’opera narrativa è chiaro anche allo spettatore più sprovveduto. Aggiungiamoci che il Dandi, il Freddo e il Libanese sono criminali, e la maggior parte della gente non lo è: anche se le loro gesta sono improntate a una certa epica magnitudo, rimangono sempre personaggi che rubano, uccidono, spacciano e picchiano le donne. Se vogliamo pensare che la maggior parte degli italiani sia potenzialmente così, forse dovremmo interrogarci più su che gente siamo che su come rispondiamo a una serie televisiva. Certo, fra chi guarda Romanzo Criminale ci sarà sicuramente una percentuale di violenti e di stupidi impressionabili. Che hanno a loro disposizione una vasta gamma di poliziotteschi, western, film d’azione e di guerra con cui nutrire le proprie aspirazioni da spadaccino di borgata.

I reality show, i talk show del pomeriggio, i talent show, per loro stessa natura, propongono una versione semplificata della realtà. Certo, poi mi si può dire che dietro ci sono gli autori ed è tutto calcolato e sceneggiato (male), ma il messaggio che arriva al pubblico a casa è: questa è gente come te, che fa le cose che fai tu. Ne puoi parlare come se fosse vera, perché è vera. Posto che io personalmente non credo che si diventi tamarri per aver guardato Uomini e donne (casomai si guarda Uomini e donne perché si ha un rapporto più o meno sereno e consapevole con la tamarraggine, propria o altrui), c’è una differenza abissale fra guardare una serie ambientata negli anni ’70 che parla di criminali basati su personaggi realmente esistiti e quasi tutti morti, e guardare un programma che prende gente “dalla strada” e ne segue le banalità quotidiane marchiandole come “realtà”. Più che aspirazionale, è rassicurante e confermativo. Abbassa lo standard della normalità umana a un livello accettabile dal suo target, dando a ciascuno la possibilità di pensare che con abbastanza palestra, lampade, piercing ed extension si possa arrivare a vivere una vita confortevole, ammirati, amati e riconosciuti al supermercato. Uomini e donne non crea il tamarro: si limita ad aiutarti ad abbracciare il tamarro che c’è in te.

Commenti e ping chiusi.

19 commenti to “Embrace your inner tamarro”

  1. diamonds says:

    maggio 15th, 2009 at 10:26

    per dirla con P. Roth “I reality show, i talk show del pomeriggio” sono i motivi per cui non tengo in casa una pistola

  2. Giulia says:

    maggio 15th, 2009 at 10:53

    Io non ho un approccio così radicale. Guardo quelli che mi divertono e non mi fanno venire voglia di picchiare la gente per strada, gli altri no. Però li guardo in maniera distaccata, senza immedesimarmi nei protagonisti; sono più emotivamente coinvolta da “Romanzo Criminale” che da “X Factor”, per dire, ma questo non fa di me una teppista incline a darci di coltello, o una potenziale prostituta chic con molto pelo sullo stomaco 😀

  3. diamonds says:

    maggio 15th, 2009 at 12:10

    parlavo sul filo del paradosso Giulia(like a premier).Per me il posto delle armi e della tv è il bidone dell’immondizia(a meno che uno non abbia la possibilità di installarsi una parabola per ciò che concerne la seconda.Allora le cose potrebbero cambiare)

  4. Peppermind says:

    maggio 15th, 2009 at 12:11

    Forse si pensa che istighino alla violenza, alla tamarraggine, alla fuorileggitudine, via, solo perché la materia su cui lavorano è già pronta.
    Un po’ come la kora di Platone, che ha già in sé le potenzialità che poi l’artefice concretizzerà manipolando questa massa informe ma già ricca di propositi.
    Insomma: non parla una paura, un’ipotesi, ma parla ciò che è già certezza di quel che soggiace alla base del pubblico italiano.

  5. Peppermind says:

    maggio 15th, 2009 at 12:14

    p.s. insomma, oltre all’inner tamarro, forse prima, in ognuno di noi c’è un inner criminale, faccendiere, imbroglione… rondaiolo-dalli-all’immigrato…

  6. Giulia says:

    maggio 15th, 2009 at 12:18

    In proporzioni variabili, dentro di noi c’è tutto. Anche il Super-Io che regola le nostre azioni 🙂

  7. Ziggy says:

    maggio 15th, 2009 at 12:20

    “Che si tratti di un’opera narrativa è chiaro anche allo spettatore più sprovveduto.”

    Opinione rispettabile, ma ecco, io non ne sarei poi troppo sicuro. Forse sopravvaluti la capacità di applicare chiavi di lettura di molte persone.

    Io ho un bimbo di 3 anni, la cosa che faccio più fatica a spiegargli quando guardiamo la TV insieme è la differenza tra un programma, un film, una pubblicità, un telegiornale. Per lui sono tutti la stessa cosa: immagini della realtà che gli passano davanti. Per un bambino questo è normale, ma temo che molti adolescenti e adulti non abbiano evoluto di molto la loro abilità di decodifica del contesto. Per questo temo che tra la capacità di suggestione di un’opera narrativa e di un reality show non ci sia poi troppa differenza…

  8. W Romanzo Criminale says:

    maggio 15th, 2009 at 1:23

    Anche quando andavo a scuola giravano tutti con il coltello per fare i coatti, l’importante e` non usarlo….Le armi non uccidono, le persone si!

  9. Giulia says:

    maggio 15th, 2009 at 3:46

    Sarebbe meglio lasciarli a casa, i coltelli, in linea generale. Comunque, ecco in sintesi la risposta ad Alemanno: “coltello per fare i coatti”. Veda lui.

  10. Scritti Apocrifi says:

    maggio 15th, 2009 at 4:23

    Considerazioni degne di un convegno di mediologi. Tuttavia, non mi è del tutto chiaro perché Uomini e donne produca un effetto rinco e Romanzo Criminale no. Cam tu si
    mai blog

  11. Andrea Poulain says:

    maggio 15th, 2009 at 5:02

    magarri sparassero tutta mediaset sul satellite..si riattiverebbero sti cazzo di cervelli, anche se penso che ormai se succedesse qualcosa del genere scoppierebbe la rivoluzione.
    correlato allo spostamento dei canali sul satellite e non sui cervelli che ricomincerebbero a funzionare sia chiaro..

  12. Giulia says:

    maggio 15th, 2009 at 5:29

    Ci vorrebbe uno psicologo, per quello, ma a spanne direi che una serie fatta bene, con una storia e tutto quanto sopra, coinvolge e stimola. Due ore di “SEI FALSO! FAAAALSOOOOOO!” e abbronzature fuori stagione bruciano i neuroni. Così, eh? A occhio, eh?
    E se sparassero tutta Mediaset sul satellite, più gente avrebbe l’abbonamento al satellite.

  13. Marcello says:

    maggio 15th, 2009 at 6:46

    La cosa triste, squallida, e ridicola (oltre che un filo deludente, perché poi da certe persone a prescindere dalla appartenenza politica, ti aspetteresti un minimo di intelligenza) è che a dirla è stato Alemanno, uno che è diventato sindaco cavalcando la ‘questione sicurezza’… visto che adesso non è più una questione di provenienza geografica, come coi romeni, la colpa diventa automaticamente della televisione, discorso stantio, vecchio e superato, che si sentiva fare già quando eravamo ragazzini noi, da quelli che accusavano i ‘cartoni animanti brutti e cattivi’ di incitare alla violenza… Tutto questo è veramente squallido e dà la misura della povertà culturale e della pochezza intellettuale di uno che è diventato SINDACO DI ROMA!!!!

  14. Akille.net » Blog Archive » Dal Libanese a Marco Carta says:

    maggio 15th, 2009 at 9:13

    […] Vedo che la discussione sulla televisione che potrebbe provocare o contribuire ad aumentare la violenza nella società di oggi prosegue su alcuni blog in maniera molto interessante. Io aveto tirato un sasso qui, e mostrato la mano qua, e sono contento di leggere due opinioni diverse ma molto ben documentate da Leonardo e da Giulia. […]

  15. Il tamarro che c’è in te « Weak Tie says:

    maggio 16th, 2009 at 12:49

    […] Sai tenere un segreto? » Embrace your inner tamarro. Tagged with: Tamarro, Uomini e donne no comments yet « links […]

  16. Angela says:

    maggio 16th, 2009 at 8:14

    Io non credo che una serie televisiva possa rimambire la gente. Insomma se i ragazzi vengono su a pane e videogiochi violenti dove fa più punti chi più uccide o investe la gente per strada…non vedo come una serie tasmessa in tv possa disturbarli in alcun modo. Più preoccupante è il caso uomini e donne. La figlia di mio marito ventunenne manda messaggi su facebook a tale Eliana per dirle: “Ti voglio bene, continua così che sei grande, quando vieni in Sardegna a fare una serata?” Forse il target femminile delle ventenni è più sensibile al coinvolgimento emotivo?

  17. Smeerch says:

    maggio 16th, 2009 at 4:24

    Grandissimo post! Ammirabile.

  18. simone says:

    maggio 16th, 2009 at 6:30

    direi che sono pienamente d’accordo,anche perchè se non hai un po’ di truzzaggine insita in te non lo guardi uomini e donne.è lo stesso discorso che inutili intellettuali e pseudopensatori da salotto tv provano a fare da decenni sui videogiochi.non esiste prova scientifica che possa ricondurre furti e omicidi a GTA,non ha senso.vorrebbe dire che milioni di persone sono potenziali criminali.e non è colpa di un gioco se ammazzi qualcuno ma di qualche tuo problema mentale…cosi come non è colpa della tv se diventi un tamarro ma è la tv che si adegua alla massa per fare piu soldi come è normale che sia

  19. il re verde says:

    maggio 17th, 2009 at 8:38

    a me sembra che sia sempre più facile tirare gli altri verso il basso piuttosto che elevare se stessi. Partendo da questo piccolo ma inconfutabile concetto ho da tempo abolito la televisione come emettitrice di programmi e la uso solo come monitor per prodotti selezionati da me.