Io mi vergogno

pubblicato da Giulia sabato, maggio 9, 2009 19:40
Aggiunto alla categoria In miniera, Triste mondo malato

Voglio che si sappia. Mi vergogno io perché altri non lo fanno. Mi vergogno io, in prima persona, di lavorare, vivere, pagare le tasse ed essere produttiva in un paese il cui governo sfrutta la fame, la miseria e la disperazione altrui a scopi elettorali, e per questo viene applaudito dalla gente che lo vota. Mi vergogno per il governo e mi vergogno per la gente, perché hanno perso l’umanità e vivono nei loro bei giardini recintati, con le loro belle macchinine, vogliono i vagoni della metropolitana riservati e arricciano il naso davanti a chi ha un aspetto diverso dal loro. Mi vergogno di essere una di voi, eppure lo sono, e lo sarò finché vivo qui. E per questo la mia vergogna è assoluta, profondissima, totale. E perfettamente inutile.

Commenti e ping chiusi.

28 commenti to “Io mi vergogno”

  1. Elena says:

    maggio 9th, 2009 at 8:31

    Cara Giulia,
    non sai quanto condivido. Da settembre vivo a Madrid in veste ufficiale di “ricercatrice in fuga”. Non c’è giorno che colleghi e/o studenti non mi dicano “mai hai visto cos’è successo?”, “ma come avete fatto a rivotarlo?”. Nelle loro parole c’è la preoccupazione sincera di un paese che per anni ci ha osservato dalle retrovie con stima, rispetto, affetto. Un paese che, oggi, guarda alla lontana sorella mediterranea con sgomento e incredulità. Non c’è competizione nei loro occhi sgranati, non c’è la superbia francese. C’è la paura di ciò che conoscono e una pietas che fa ancora più male degli attacchi diretti all’italianità tutta.
    “Ma…siete il paese della bellezza e della cultura, se penso a tutto quello che avete fatto, a tutto ciò che avete…cos’è successo?…che peccato”.
    Questo è quanto mi ha detto una ragazza appena conosciuta ieri. Ho cercato di parlare d’altro per arginare dietro una diga di dignità quelle lacrime che sentivo arrivare.
    Mi vergogno anche io. Mi vergogno ogni giorno di una vergogna profonda e viscerale, intrisa di rabbia e indignazione ma anche di una tristezza totalizzante, di un senso di impotenza brutale.

    Poi penso che passerà, che deve passare perchè un limite ci deve pur essere.
    E spero un giorno di poter tornare nel mio paese, al quale sono tanto legata, senza avvertirlo come un sacrificio, senza sentire – vivendo in Italia – il peso quotidiano della mortificazione della mia dignità di donna, di persona e di cittadina.

    Grazie per il tuo bel blog
    Ciao da Madrid
    Elena

    PS: e andiamo sul semi-serio-ludico-faceto-ma-importante che a parlare di vergogna mi esce tutta l’incazzatur-tristezza….il tuo blog sul linguaggio femminile tradotto al maschile è semplicemente meraviglioso.

  2. Clementina says:

    maggio 9th, 2009 at 9:46

    La tua vergogna è inutile? Direi di no. La tua vergogna, e quella mia, e quella, magari silenziosa, di molte altre persone, è una componente importante, una tra le tante che, messe insieme, fanno l’uomo, visto nel senso proprio del termine, e cioè come soggetto che ambisce ad una alta levatura morale.
    Molto lieta.
    Clementina

  3. Fabrizio says:

    maggio 9th, 2009 at 11:14

    Sempre letto ma mai commentato. Oggi lo faccio. Condivido lo schifo, la vergogna e il fastidio che provo giornalmente nell’apprendere l’ennesima nauseante boiata e nel vedere le schiere dei ciambellani che non hanno il coraggio di dire una parola.
    Ma sono terribilmente preoccupato. Perche’ i miei sentimenti sono condivisi dalla mia generazione (i trentenni) e questo mi da speranza. Ma se mi giro e guardo a quello che sara’ il nostro futuro, mi spavento. Mi terrorizzano i grandi fratelli, gli amici di maria, le buone domenica, le domeniche in, le striscia la notizia, gli affari tuoi o gli studi aperti o i controcampi. Dopo vent’anni passati con i drive-in e i bagaglini che hanno disintegrato i cervelli gia’ precari di orde di casalinghe di voghera, muratori con velleita’ da evasori e prefiche impenitenti, ecco che sono ripartiti con le nuove leve.
    E noi ed io forse siamo troppo stanchi per fare qualunque cosa, se non fermarci per pochi minuti a nausearci per lo stato in cui e’ ridotto questo povero paese.
    Complimenti a tutti, ringraziamo chi ha permesso tutto questo, chi ha fatto leggi che hanno sanato situazioni deviate e chi non ha avuto il coraggio, quando ha potuto, di correggerle.
    E cosi’ sia.

  4. Luciano Giustini says:

    maggio 10th, 2009 at 1:52

    La tua vergogna non è certamente inutile. Non lo è mai! Le manifestazioni di deriva populista, che come dici giustamente sono di fatto attribuibili a giochetti elettorali in vista delle europee, non andrebbero riservate neanche a paesi con meno storia e cultura del nostro. Figuriamoci.
    L’impegno che ognuno di noi mette nel “vergognarsi” non dovrebbe limitarsi soltanto alla parola scritta, per quanto importante. Ma è già molto.

  5. Nibelunga says:

    maggio 10th, 2009 at 8:31

    Perche’ quei Vesvovi ipocriti invece di parlare bene e razzolare male non accolgono un po’
    di queste persone negli immensi spazi delle strutture vaticane?Troppo facile pretendere
    sempre soldi e vantaggi fiscali dallo stato italiano e poi criticarlo nella gestione di questa
    emergenza,SENZA PERO’ FARE NULLA.Che si vergognino anche loro,questi moderni farisei,
    sempre pronti a parlare dall’alto del loro scranno impolverato e vetusto,unicamente per dire cosa non si deve fare,mai per suggerire cosa si deve fare:non usare il preservativo,non commettere atti impuri,non rubare,non bestemmiare,non gustare.
    La Chiesa non deve intromettersi nelle vicende dello stato,ne’ contro l’aborto,ne’ contro
    l’eutanasia,ne’ contro il divorzio e nemmeno contro le iniziative del governo anche se
    sbagliate.Agite vescovi invece di criticare visto che fate parte di uno stato indipendente

  6. tostoini says:

    maggio 10th, 2009 at 9:42

    Sto girando intorno esattamente allo stesso pensiero. Mi vergogno. Ma vorrei anche che da questa vergogna venisse fuori qualcosa di utile.

  7. Giuliana says:

    maggio 10th, 2009 at 9:58

    Sai una cosa, Giulia? Io mi sono stufata di vergognarmi per loro.
    Sono anni che ogni volta che qualcuno dice o fa cazzate che non gli ho mai chiesto in nome mio o del popolo italiano a cui appartengo (per qualche strano motivo che stava nella mente del Divino Paranoico, perhcé a poter scegliere nemmeno lo so, se ci sarei venuta, sul pianeta…)
    Il punto è: cosa succede quando sono io a vergognarmi? Il fegato si ingrossa a me, la bile pure, sono io che passo giornate a casa con il mal di pancia, che devo fare visite da un gastroienterologo,e pago pure un ticket che dovrebbe pagare chi mi procura questi scompensi fisici.
    Loro, che dovrebbero essere i portatori sani di questo malessere, invece, di rpoblemi non ne hanno. Mangiano bene, digeriscono tutte le peggiori porcate, e oltretutto non devono nemmeno fare una fatica per mantenere una coscienza, perché LA FATICA DI VERGOGNARCI LA FACCIAMO NOI, CAZZO!
    Quindi perchè devono vergoganrsi pure loro? Ci siamo noi che abbiamo questo ruolo, a loro le porcate e a noi il peso.
    Eh, no, adesso basta.
    Io rivoglio il mio stomaco, la mia digestione,lo specchio che mi restituisce la MIA immagine, non quella di una manica di stronzi.
    Perché se c’è una cosa di cui sono sicura, nonostante i miei natali ( Milano, quel posto dove si prevedono leggi razziali; Italia, quel luogo dove i clandestini si rimandano in mare alerto senza nemmeno preoccuparsi di verificare che godano del diritto di asilo o senza nemmeno preoccuparsi del loro stato di salute…), è proprio questa: io sono loro concittadina per un caso, per un incidente di percorso, per qualunque motivo che non dipende da me e su cui non ho avuto la minima voce in capitolo.
    Io non sono come loro, non mi sento come loro e non vorrei essere come loro nemmeno tra mille milioni di anni.
    Quindi la mia vergogna comincerò a usarla meglio: quando le persone come me cominceranno a uscire dai binari, per esempio.
    E’ ora di piantarla, di essere la coscienza di gente che non se la merita. Basta.
    Scusa se uso il tuo post, ma sono giorni che ci penso. Da quando andando in Inghilterra cona mici ho pensato che forse, ecco, era il caso di chiedere scusa per quello che mandiamo in giro come nazione… Ma io non ho mandato in giro proprio nessuno, e al massimo quello che circola per il mondo a rappresentarmi senza che io l’abbia mai autorizzato lo chiuderei in uno zoo insieme a un buon numero di suoi simili.
    Quindi no. Non mi vergogno di quello che fanno loro.
    E non dovresti farlo nemmeno tu.

  8. nest says:

    maggio 10th, 2009 at 10:40

    anche io mi vergogno e guardo i passanti con sospetto e la notte dormo male

  9. larvotto says:

    maggio 10th, 2009 at 3:20

    Anche io mi vergono, e non so che altro fare oltre a questo.
    vergogna ed insostenibile senso di impotenza 🙁

  10. Mark says:

    maggio 10th, 2009 at 4:43

    Ricordiamoci sempre di disprezzarli, però, e di farglielo sempre sapere.
    Disprezzare i mentecatti fa bene alla pelle.

  11. seralf says:

    maggio 10th, 2009 at 5:10

    Io mi vergogno di essermi vergognato, e di vergognarmi.
    Hanno ragione su Giulia: è ora che noialtri la piantiamo di empatizzare con questi quattro mentecatti e troviamo un modo concreto per per prenderne le distanze. Che si vergognino loro.
    Bisogna veramente inventarsi qualcosa: qualcosa di pratico però, pensare a fare impresa o cose dl genere, che inneschino anche soldi e interessi, intorno alle idee, sennò resteremo indignati a vita.

  12. Giulia says:

    maggio 10th, 2009 at 5:36

    Esatto, Alfredo, come sempre cogli l’essenza del mio discorso. A che serve la mia vergogna, se non ha alcun impatto? Che ne è rimasto, dei tedeschi che si vergognavano del regime nazista? Non ho dubbi che ce ne fossero (molti sono morti per questo), eppure il popolo tedesco è passato alla storia per l’enorme crimine che hanno avallato, e non per la pietà dimostrata. Quei sei milioni di ebrei uccisi rimangono morti, con o senza la vergogna.
    Il punto è, come si fa ad avere un impatto serio? A che serve la vergogna, se rimane fra le mie quattro mura?

  13. Menphis says:

    maggio 10th, 2009 at 5:56

    Non serve a niente. Vi posso consigliare di costruirvi un muro della vergogna dove potete andare ad esprimere le vostre emozioni? Rilanciate l’edilizia … almeno fate un’opera costruttiva!!!!

  14. danmartin says:

    maggio 10th, 2009 at 7:43

    Condivido in pieno la tua vergogna, che è anche la mia.

  15. Elena says:

    maggio 10th, 2009 at 10:23

    Ciao Giulia,
    sarò controcorrente ma non credo la vergogna di per sé sia inutile.
    Dipende da ciò che ne deriva. Se la si utilizza come scappatoia psicologica per contenere altrimenti insopportabili sensi di colpa allora forse sì. Ma la vergogna può anche essere condizione necessaria, anche se non sufficiente, all’azione.

    Ho vissuto abbastanza in Germania per leggerla negli occhi delle nuove generazioni di tedeschi. Forse non è rimasto nulla della vergogna di chi ha vissuto nell’orrore ma è la vergogna di chi c’è oggi che impedisce alla società tedesca di ri-scivolare. E’ quella vergogna collettiva verso il proprio passato che funge da anti-corpo nel presente.

    La vergogna può significare improvvisa consapevolezza. Può voler dire condanna. O memoria. Personalmente mi vergogno e indigno quotidianamente. E sono questi sentimenti che negli ultimi anni mi hanno spinto a muovermi, a denunciare, a partecipare, a fare una campagna elettorale mettendo la mia faccia quando sapevo di andare incontro ad una sconfitta annunciata. Mi sono vergognata e mi vergogno degli italiani. Mi sono vergognata e mi vergogno dell’irresponsabilità del partito al quale ho prestato le mie energie. Non fa nulla. Continuerò a vergognarmi e indignarmi. E ad agire. Perchè, per il male nell’animo (e nello stomaco…santo Maalox) che possano procurare, sono due sentimenti che continuano altresì a farmi sentire viva.

    Finchè continuerò a vergognarmi vorrà dire che c’è ancora qualcosa in cui credo. Qualcosa per cui penso valga la pena di lottare.

    Ciao
    Elena

  16. Elena says:

    maggio 10th, 2009 at 10:24

    ??? e non chiedermi perchè ho messo un trattino nella parola anticorpo… che vergogna 😉

  17. seralf says:

    maggio 10th, 2009 at 10:52

    @Memphis: grazie del consiglio, insieme al muro metteremo su un orticello dove accogliere tutte le braccia tolte all’agricoltura 😉

    @Giulia: la questione è che per quanto mi riguarda mi sono fatto intrappolare da tremila complicazioni familiari, sennò avrei forse trovato il tempo di pensare qualcosa. La maniera in cui ci stanno freganod è questa: non c’è tempo di pensare qualcosa, qualcosa di realmente concreto intendo. Mi sono rotto di iniziative culturali e dibattiti, e forse finanche di manifestazioni. Bisogna entrare non solo in politica, ma persino in economia, in modo diverso. Inventiamoci qualcosa, e diciamoci delle tempistiche: tipo ci si incontra una volta al mese con altri disgraziati e ci si racconta a che punto siamo, tentando di sviluppare idee e strategie comuni, prescindendo persino dalla necessità di una condivisione in copia carbone delle idee, sennò dubito che otterremo di più di una gastrite. 🙂

  18. Anellidifumo says:

    maggio 11th, 2009 at 2:30

    Io mi sotterrerei dalla vergogna. Ma ancora più forte della vergogna è la rabbia per il fatto che di questo passo presto molti giovani canadesi, gente civile e multietnica, dovrà indossare la uniforme del proprio esercito e venire a morire sulle spiagge italiane per liberare un popolo di merdosi xenofobi e razzisti dal regime xenofobo e razzista che si è, ancora una volta, democraticamente scelto.

  19. robertina says:

    maggio 11th, 2009 at 10:44

    scusate, ma è forse più civile e democratico farli sbarcare, schedarli, e farli marcire per mesi nei centri di accoglienza temporanea in attesa che evadano e vadano in giro per l’Italia per poi essere beccati e rimpatriati (credo che a occhio e croce sia un po’ più costoso a livello di bilancio)?
    In america e in tanti altri stati gli immigrati nemmeno li vogliono vedere in cartolina, in messico gli sparano a vista addirittura se li vedono che scavalcano un muro… insomma, non mi sembra che stanno suggerendo di ributtarli a mare.
    L’immigrazione clandestina è un fenomeno che va regolamentato, non può essere lasciato libero perchè altrimenti è un casino e fare finta che non sia così è mettere la testa nella sabbia.
    Io non ce l’ho una formula magica, e non penso ce l’abbia nessuno, nemmeno il PD, ma cercare di regolamentare il fenomeno non mi sembra una cosa così vergognosa.
    E non sono di destra (ma nemmeno più tanto di sinistra a dir la verità)
    rob

  20. Menphis says:

    maggio 11th, 2009 at 11:10

    @seralf
    Sei ottimista!!!! Per il tuo secondo progetto penserei ad una azienda agricola vera e propria … se no non puoi accogliere tutti … gli amici sono importanti!!!! 🙂

  21. Luigi says:

    maggio 11th, 2009 at 12:44

    Elena, a mio avviso ti sbagli (Finchè continuerò a vergognarmi vorrà dire che c’è ancora qualcosa in cui credo. Qualcosa per cui penso valga la pena di lottare), non è l’indignazione e la vergogna che muove all’azione ma viceversa è l’evidenza concreta di un positivo per cui “vale la pena” che ci fa muovere.
    L’indignazione e la vergogna servono solo ad illudersi di poter coprire un senso di vuoto. Tale vuoto funge da livella per cui posizioni politiche apparentemente in contrapposizioni finiscono per essere due facce della stessa medaglia.

  22. Andrea Poulain says:

    maggio 11th, 2009 at 2:44

    inutile brava, come quella di molti.se si sarà in tanti un giorno saremo utili, l’importatne è vergognarsi..

  23. Giulia says:

    maggio 11th, 2009 at 3:06

    Robertina, considerato che la politica della destra ha aumentato i clandestini, forse non funziona chissà che bene. Poi ci sarebbero da fare considerazioni sull’atteggiamento, sul “Rimandiamoli a casa” (“casa” sono lager libici dove subiscono stupri e percosse), sulle leggi razziali, sulle boutade, sull’opposizione a una società multiculturale che in Italia è già un dato di fatto. Sinistra o destra, qua si tratta di essere umani.

  24. Amilcare says:

    maggio 11th, 2009 at 4:40

    “Io mi vergogno”
    quindi te ne vai in un altro paese? vuoi una mano con le valigie?

  25. clara says:

    maggio 13th, 2009 at 1:48

    è facile dire che vi vergognate…tanto più e facile scappare dall’italia…ma anzi che criticare soltanto…qualcuno di voi si prende la briga di cambiare le cose???…è vero ognuno di noi è solo una goccia nell’oceano…una piccola e insignificante goccia…ma finchè tutte le singole gocce non faranno nulla per provare a cambiare le cose non pote… Visualizza altrote lamentarvi!…non ci si può lamentare che qualcosa non va se poi siamo i primi a non fare niente per cambiarla!!!…io non mi vergogno di com’è l’italia oggi…di com’è il nostro governo oggi…perchè se è così è solo perchè noi italiani gli permettiamo di esserlo!!!…una volta tanto ci si assuma le proprie responsabilità…è facile per tutti criticare e non fare niente!

  26. Giulia says:

    maggio 13th, 2009 at 2:10

    Clara, tu hai ragione. Cosa proponi? Perché come avrai notato, noi quassù siamo un po’ a corto di idee efficaci.

  27. Elena says:

    maggio 14th, 2009 at 12:04

    D’accordo io sono una ricercatrice in fuga quindi dovrei stare zitta…ehm…però credo delle alternative ci siano.

    Ho 30 anni e fino all’anno scorso mi ero caparbiamente rifiutata di militare in qualsivoglia partito restando piuttosto nell’alveo dei movimenti. Poi mi sono ritrovata candidata nell’odioso PD – sostenuta da un manipolo di rivoltose/i all’interno del partito che mi hanno fatto vincere delle graaandi perplessità e convinta a mettermi in gioco. Al termine della campagna elettorale mi sono detta: “bene, hai buttato nel cesso 2 mesi per cosa?”.

    E invece a qualcosa è servito…avevo rotto i maroni al segretario provinciale (leghistissima provincia di sondrio) perchè creasse la sezione giovani e gli desse spazio (cosa che manco gli era passata per la testa ovvio).
    Oggi, dopo un anno, da quei 10 che eravamo è nata una lista di under 30 per le provinciali a sostegno del candidato del centro-sinistra (lista civica). Oggi i ragazzi impegnati sono più di 50…imparano, si divertono, costruiscono…li seguo dalla Spagna pensando che si deve continuare a seminare valutando le modalità più appropriate a seconda del contesto….che sia in un partito o nell’associazionismo…comunque e dovunque.

    Tnedo cmq a pensare che oggi, nella situazione in cui siamo, valga la pena di tentare di cambiare i partiti da dentro.
    Che ci piaccia o no (a me no) il PD è l’unica opposizione che abbiamo e avremo nei prossimi anni…e se nessuno spinge per il cambiamento (anche) dentro quella non-opposizione la situazione non potrà che peggiorare….bisogna ingoiare tanti rospi, forse troppi ma il ritrovare una cultura istituzionale vagamente vicina alla decenza in questo contesto mi pare fondamentale (e appunto lo dice una che viene dai movimenti)

    Questa è solo una piccola esperienza ma qualcosa va fatto…scrivere, denunciare, fare informazione, provare a costruire luoghi di associazione altri che possano tamponare l’endovena di paura che ci vorrebbero iniettare quotidianamente.

    Concordo con Giulia sul tema immigrazione. Qui si sta perdendo il senso del limite mentre stiamo parlando di esseri umani.
    Peraltro vorrei a volte ci si ricordasse della storia…magari anche solo guardando alla cartina e ai confini interni dell’Africa tracciati con il righello. In quelle linee rette ci sono decenni di colonialismo e sfruttamento. Ci sono le radici di diseguaglianze troppo profonde e inumane. Regolamentare veramente i flussi migratori oggi non può prescindere da un’analisi più ampia della situazione. Non è quello che sta facendo questa destra criminale e barbara che onestamente mi fa veramente paura.

    Ciao
    Elena

    PS: grazie Giulia per il blog…è davvero uno spazio interessante…

  28. Mario says:

    maggio 14th, 2009 at 2:00

    Ciao, ho trovato il tuo post per caso su internet. Perché anch’io mi vergogno di essere italiano. Di essere padano, per di più. C’é un limite a tutto. Sono all’estero ora, a lavorare. Ma non credere: la tua vergogna, come la mia, come quella di tanti, non é inutile. Da vergogna deve diventare sdegno. E da sdegno azione. Comprensione e cambiamento. Non ho fretta, per fortuna. Abbiamo una fortuna, noi, che si chiama futuro. Quello che oggi l’italia non ha.