In morte della città

pubblicato da Giulia domenica, aprile 19, 2009 11:30
Aggiunto alla categoria Triste mondo malato

Ieri sera, mentre la Fondazione Daje festeggiava con appropriate danze, io ero al funerale di Udine. In tutta la città è rimasto aperto ormai solo un locale per fare musica, il Visionario, e ieri la città dava l’addio alla movida che nei primi anni del 2000 l’aveva resa insolitamente viva. Non c’è molto da fare: la nuova idea che si è diffusa nelle amministrazioni locali è che l’unico modo per mantenere l’ordine pubblico sia spedire la gente giovane in branda a mezzanotte. Lasciando la città in mano a chi di notte non ha altro posto dove andare che la strada, ovviamente. Succede a Roma, succede a Bologna, e succede anche a Udine. Ieri sera, il Visionario impaccato di gente chiudeva all’una. A mezzanotte e mezza avevano smesso di servire da bere.

Ci sono poche cose più tristi che uscire da un locale in truppa, lasciandosi dietro il silenzio.

Agli udinesi non resta che affollarsi nei bar del centro, bere fino all’annientamento dell’ultima cellula epatica, fare qualche rissa, sperare che tutti i vecchi bacucchi e rompiballe della città diventino sordi all’improvviso, augurarsi di non diventare a loro volta vecchi bacucchi e rompiballe.

Commenti e ping chiusi.

15 commenti to “In morte della città”

  1. Giorgio Jannis says:

    aprile 19th, 2009 at 1:33

    Piacerissimo averti incontrato 🙂
    E ahimè mi tocca dire anche bel post, ora che ti sei resa anche tu conto della drammatica situazione udinese.

  2. Giulia says:

    aprile 19th, 2009 at 2:04

    Eh sì. E ne sono costernata.

  3. Vincenzo says:

    aprile 19th, 2009 at 3:14

    Purtroppo il tuo bel post vale anche per città più grandi e dal passato “glorioso” come Bologna, dove vivo e da dove tanti amici sono già scappati

  4. Fu says:

    aprile 19th, 2009 at 4:22

    Non tutta Udine vuole che tutto finisca. Anzi.
    Ieri c’è stata una bella mobilitazione popolare a colpi di musica nel centro (magari, bar nel centro, Giulia: sono stati chiusi anche quelli).

    http://www.youtube.com/watch?v=R2ntaw0sw4g

    Ieri un migliaio di persone si sono messe a far festa, tra la solidarietà della gente comune e i sorrisi delle forze dell’ordine, che si sono complimentati per la compostezza della manifestazione.
    Non tutti vogliono che la città diventi un dormitorio. Anzi.

  5. Fu says:

    aprile 19th, 2009 at 4:22

    e tanto per concludere: il Messaggero Veneto ha dedicato l’intera prima pagina dell’edizione udinese alla manifestazione:

    http://www.reddarmy.com/a-joyful-noise/

    C’è vita dopo la morte, pare.

  6. Giulia says:

    aprile 19th, 2009 at 5:11

    Speriamo.

  7. tb says:

    aprile 19th, 2009 at 9:41

    è proprio grazie a degradanti esempi come Bologna che le amministrazioni locali hanno dovuto penalizzare la gente come e te che esce solo per divertirsi senza molestare gli altri. Ma i bolognesi parlano pure????
    I punkabestia e i fancazzisti la fanno da padrone e meno male che c’è qualcuno che gli da un calcio in culo e li fa tornare sotto la branda.
    La verità è che i giovani senza rompere i coglioni agli altri non sanno stare….

  8. Anellidifumo says:

    aprile 19th, 2009 at 9:42

    Mi hai fatto ricordare di un sabato sera a Trento, alcuni anni fa. La città era talmente deserta verso le 22 che quando due turisti chiesero indicazioni a me (che ero turista a mia volta) e io gliele diedi, siccome erano un po’ complesse, dovetti aggiungere: “E quando arrivi lì chiedi a qualcuno. Ma se non trovi nessuno, spari un razzo segnaletico e ti veniamo a riprendere”.

  9. Giulia says:

    aprile 19th, 2009 at 9:57

    tb, dovresti vedere com’è adesso Bologna, dopo la “moralizzazione” di Cofferati. Per strada, dopo una certa ora, ci sono davvero solo quelli che non sanno dove andare. Prima c’erano i punkabbestia, ma c’erano anche le persone normali. Ora ci sono soltanto tossici e delinquenti. Non solo la tolleranza zero non funziona, ma fa danno: Bologna è morta e pure invivibile. I giovani che non rompevano i coglioni a nessuno, adesso, non escono più.
    Bel risultato.

  10. cris says:

    aprile 19th, 2009 at 11:07

    e pensare che si riteneva udine ben più attiva di trieste… andiamo bene!
    qua dopo le 22 c’è calma piatta…salvo i soliti 2 locali si sabato sera…

  11. tb says:

    aprile 20th, 2009 at 8:27

    Volevo solo dire che Bologna non può essere presa come esempio nè da una parte nè dall’altra.

  12. Amilcare says:

    aprile 21st, 2009 at 6:44

    Non è ridicolo fare la ggiovane a 38 anni?

  13. Anellidifumo says:

    aprile 21st, 2009 at 9:00

    Amilcare, quando li porti come se ne avessi 26, no.

  14. Giulia says:

    aprile 21st, 2009 at 10:22

    E comunque ne ho 36, non 38. A 38 ci aggiorniamo e te lo dico, trollozzo del mio cuor.

  15. Andrea Poulain says:

    aprile 24th, 2009 at 3:56

    Da noi a pd chiudono alle 2 e già è vergognoso, ma da voi è al limite della decenza..come se un oandasse i nu bar solo per ubriacarsi e no nper stare in compagnia e farsi una e dico una birra mentre parla..