Lesa bertolasità

pubblicato da Giulia martedì, aprile 14, 2009 18:48
Aggiunto alla categoria In miniera, Triste mondo malato

Mi ci sto spaccando la testa, su questa cosa di Santoro. Che è a rischio licenziamento dalla Rai non per aver mandato in onda una puntata di Annozero che contenesse inesattezze e falsità, non per aver manipolato i fatti, non per essersi inventato nomi, fatti e circostanze, ma semplicemente perché, invece di accodarsi alla processione che portava in trionfo Bertolaso e la Protezione Civile che a lui risponde, ha levato il coperchio a un intervento che, come tutti gli interventi umani, è criticabile.

Ci sono quasi trecento morti, probabilmente di più. Qualcuno ha delle responsabilità. Non Dio, non la Madonna, non Gesù Cristo, le responsabilità ce le ha la gente. Ma il discorso non è nemmeno questo. Il discorso è che si vuole licenziare Santoro perché non piange a tempo con le altre prefiche. Non si accoda all’onda emotiva da operetta che vorrebbe gli italiani stretti in un unico abbraccio e pronti con i ditini sulla tastiera del cellulare per fare le donazioni. Di questo è stato accusato: di aver agito a morti ancora caldi, a terremoto in corso, mentre ancora si piange e si abbracciano i politici, i presidenti e i volontari in tuta.

Ma se non ora, quando? Ci dicano, dunque, di grazia: quando si potrà parlare di chi ha sbagliato? Quando a nessuno importerà più niente? Quando sarà tardi per rimediare? Dopo la prossima sciagura? Dopo la “puntata riparatrice” in cui la Protezione Civile sia stata adeguatamente canonizzata, tipo i pompieri dell’11 settembre ma senza l’eroismo? Quale fascia oraria della notte fonda dobbiamo aspettare che si liberi, per veder trasmesso un po’ di giornalismo, al posto dei soliti santini?

Commenti e ping chiusi.

19 commenti to “Lesa bertolasità”

  1. Anellidifumo says:

    aprile 14th, 2009 at 6:52

    Perfettamente d’accordo. Che poi Santoro ha detto esplicitamente: la protezione civile, dopo il terremoto ha avuto un’organizzazione impeccabile. Presente sul luogo del terremoto con uomini, mezzi e soccorsi in capo a poche ore. Il problema è che da ottobre la zona riceveva scosse e nessuno ha pianificato nulla: nessuno ha sfollato la Casa dello studente nonostante le crepe visibili, nessuno ha pre-deciso dove fare le tendopoli (non dico di montarle prima del terremoto, ma è così che si fa in California), nessuno ha allertato la popolazione con una prova generale di fuga. In questo Bertolaso ha sbagliato (che poi: non aveva i fondi dal governo, fosse stato per lui l’avrebbe fatto).

  2. Giulia says:

    aprile 14th, 2009 at 7:37

    Il problema è a monte: non si giudica Santoro sulla veridicità dei fatti che ha citato, ma sui toni. Chi non canta nel coro delle laudi è dunque passibile di licenziamento immediato: solo a me puzza di censura propagandistica?

  3. iFLUK says:

    aprile 14th, 2009 at 7:56

    Giulia sei in buona (se permetti) compagnia: certo che è censura propagandistica. Certo che il Premier tutti i giorni presente in Abruzzo con telecamere al seguito è propaganda, certo che tutti a dire quanto è bravo Bertolaso, quanta è brava la PC, quanto è stato tutto perfetto è propaganda e della peggiore perché, questa sì, viene fatta sulla pelle dei morti e di quelli che verranno nelle prossime sciagure (che non mancheranno se non si cambia attitudine). Ma siamo al peggio: del resto i disastri sono l’occasione migliore per rafforzare il regime tramite la propaganda del ben fare, ben realizzare, ben risolvere: ma del ben prevenire, del ben amministrare, del ben impedire che certi imprenditori ancora lavorino e certe imprese ancora partecipino agli appalti pubblici, del ben punire chi realizza abusivamente fuori dalle regole ci si guarda eccome, tutto il codazzo di giornalisti “embedded” in questi casi è tutto pronto a guardare il dito che punta alla luna.
    Bertolaso è un santo e Berlusconi il suo Signore.

  4. seralf says:

    aprile 15th, 2009 at 12:25

    Vabbè ma tanto parliamoci chiaro: ricostruirà chi ha responsabilità nei crolli, sempre gli stessi. Onestamente non mi è parsa poi impeccabile la gestione Bertolaso della protezione civile: in una delle zone italiane a massimo rischio terremoto dopo una intera settimana di scosse manco ci avevano pensato, ad evacuare. non mi sembrano sintomi di genialità, pur non essendo io uno “specialista” del ramo.
    Chiunque conosca L’Aquila e le ditte che girano sapeva in anticipo come erano stati fatti i lavori, non ci prendiamo in giro: il punto è che ci si lamenta delle cose solo col senno di poi, e si addita chi ci ricorda la necessità di rispettare certe norme come un profeta di sventura, o un calunniatore di salvatori (che “salvano” di professione, non ce lo dimentichiamo).
    Scommettiamo che neanche uno finirà in galera?

  5. sere says:

    aprile 15th, 2009 at 9:10

    (è sbagliato il link su rischio licenziamento, e fa ridere).

  6. Giulia says:

    aprile 15th, 2009 at 9:33

    (L’ho cambiato, grazie.)

  7. tb says:

    aprile 15th, 2009 at 10:59

    A me pare che il messaggio subliminale dellla trasmissione (come sempre accusatoria nei confronti del premier) fosse:
    La protezione civile è intervenuta immediatamente ed ha agito nel migliore dei modi MA poteva farlo MOLTO MOLTO meglio. Ecco quel MA a personalmente infastidisce….. E Michele Santoro e Marco Travaglio e il vignettista Vauro a volte, a me sembra che esagerino (e si mettono sullo stesso piano di Fede, Giordano, ecc. ecc.). Insomma dove sono i giornalisti non schierati?

  8. Henry Chinasky says:

    aprile 15th, 2009 at 12:28

    Come ben spiega Olivero Beha, sostituire alla critica della realtà la critica della critica è molto pericoloso.
    Basterebbe domandarsi se l’informazione che è stata fatta ad oggi, su una vicenda tragica come il terremoto che da una settimana impazza è stata servizio di informazione o prodotto (nel senso di fromat) da vendere. Quando si indugia nell’intingere la telecamera nella disperazione, o si rimandano dieci volte le telefonate dei terremotati la notte della scossa tremenda, si fa un’operazione merceologica, non informativa. Cioè essenzialmente si vende una merce in questo caso il dolore (che fa molto audience).
    Mala tempora currunt. Mi chiedo senza pace: A che serve un giornalista?
    Ma l’opposizione del PD come mai è così freddina su questo argomento? E quando verrà il momento e vorrà il mio consenso cosa dovrò rispondergli?

  9. Giulia says:

    aprile 15th, 2009 at 12:45

    tb, l’errore che si fa a destra è di considerare ogni critica “faziosa”, delegittimando di fatto ogni critica. Quel “Ma” ci stava eccome, visto che ci sono di mezzo trecento morti.

  10. Marcello says:

    aprile 15th, 2009 at 6:07

    Il tuo sarebbe anche un ragionamento giusto… il problema è che niente mi leva dalla testa che Santoro l’abbia fatto in modo molto calcolato, per far alzare il polverone e mostrarsi ancora una volta nel suo ruolo ‘di martire della libertà d’informazione contro il regime’…

  11. Giulia says:

    aprile 15th, 2009 at 6:30

    Può essere, ma non si giudicano i dipendenti dalle intenzioni: Santoro ha detto falsità? Ha manipolato i fatti? Quello che ha detto non era vero? Su questo va giudicato. Non sulle intenzioni. Altrimenti diventiamo tutti criminali nella testa. Oltretutto, l’uso strumentale dei media è qualcosa che la destra conosce fin troppo bene: non può lamentarsi se a volte questa tendenza le si rivolta contro.

  12. laura, sthlm says:

    aprile 16th, 2009 at 8:55

    Ciao, Giulia! Non credo che sia inutile dire che sono completamente d’accordo, anche se non sono un’assidua telespettatrice di Anno Zero (seguo Travaglio & C altrove). E mi chiedo: quando riusciremo a contarci? siamo in tanti a pensarla così: perché continuiamo a dirci che siamo pochi? Altra cosa: a me di quella puntata di Anno Zero è rimasta impressa la ragazza che ha parlato appena prima delle vignette di Vauro, e diceva con forza e chiarezza “Siamo NOI il futuro d’Italia, NOI! Ve lo dovete mettere in testa: il futuro d’Italia siamo NOI”. Penso che forse quei “signori” vogliano mettere a tacere voci come quella, voci che riportano in evidenza la realtà delle cose naturali e non delle loro illusioni artificiali. Infine, che NESSUNO TOCCHI REPORT!

  13. Leone_di_San_Marco says:

    aprile 18th, 2009 at 2:28

    Certo che e’ lecito e anzi doveroso criticare l’operato del governo,della protezione civile e degli aiuti,ma bisogna farlo senza inesattezze,senza faziosita’,con obiettivitta’ e distacco,tutte caratteristiche che la trasmissione di Santoro non aveva.A volte per combattere il sistema il paladino dell’antisistema usa gli stessi metodi che poi critica negli altri.Ma il problema piu’ che Santoro mi sembra il vignettista:compito della satira e’ mettere a nudo il re facendo ridere e divertire,le vignette di Vauro sono grevi,di cattivo gusto,prive di sense of humor,da osteria di infimo rango dei bassifondi portuali livornesi e infatti durante la puntata in questione sono state accolte da un gelo generale

  14. Giulia says:

    aprile 18th, 2009 at 2:41

    … quelli che pensano che cambiandosi il nick non li riconosciamo… to’, eccoti il contentino. Ci mancava proprio, il leghista che ci spiega come dovrebbe essere la satira. Soprattutto: il leghista che parla di “cattivo gusto”.

  15. Leone_di_San_Marco says:

    aprile 19th, 2009 at 12:06

    So perfettamente che ogni computer ha un id facilmente riconoscibile,non sono una persona ignorante a tal punto,conosco anche il Devoto Oli,faccio solamente notare che queso pc
    e’ ubicato in un luogo pubblico di una cittadina del nord est,tua terra natia,pertanto e’ presumibile sia utilizzato da parecchie persone di “di cattivo gusto”,nel senso di essere
    orientate verso ideologie federaliste.Del resto quando e’ stato al governo il buon gusto
    della parte avversa tutti hanno potuto ammirarne i risultati,i frutti e soprattutto la coesione di schieramento coi viceministri che partecipavano a manifestazioni contro il governo,cioe’ contro se stessi.Ottimo gusto davvero.

  16. Giulia says:

    aprile 19th, 2009 at 10:10

    Sì, certo. Tutti i leghisti con una punteggiatura opinabile scrivono allo stesso modo dallo stesso computer le stesse formule ritrite sul “federalismo” e sulla “parte avversa”, e tutti sul mio blog.
    Cercare di far fesso il prossimo e fallire miseramente, 2.0.

  17. virgo_sine_macula says:

    aprile 19th, 2009 at 3:50

    Come potrai notare io e il clone di San Marco abbiamo id diversi

  18. Giulia says:

    aprile 19th, 2009 at 5:12

    Continua così, sei divertente.

  19. angelo says:

    aprile 20th, 2009 at 12:02

    Uno degli esercizi più tristi da fare è seguire le rassegne stampa che di buon mattino ci propinano rai1 e tg5: i titoli dei giornali sono tutti uguali, mielosi, orientati a una pietistica speranza che le scosse sono di minore intensità, che fa meno freddo di notte, ecc. ecc. Poi accanto mettiamoci il caso Vauro/Santoro, il panico della Bianchetti dopo un’innocua battuta del mago Silvan, casi di giovani giornaliste epurate da quotidiani perchè su un blog personale mettono il link di un articolo di repubblica del 2002 sul ministro della giustizia e presunti bacetti sparsi qua e là in sicilia…. sembra l’informazione pilotata degli Usa durante la guerra in Iraq, quando non facevano vedere i morti e riprendevano l’esercito solo nelle azioni di salvataggio civili… mi chiedo quando ci vorrà la tessera del partito del capo per poter semplicemente accedere a un lavoro qualsiasi.