Pensieri a gruppi

pubblicato da Giulia mercoledì, febbraio 18, 2009 11:03

Vorrei avere tempo di sviluppare delle cose, ma la giornata è quella che è. Quindi sarò sintetica.

– No, non è il caso di parlare di Soru o Veltroni. Anzi, preferisco proprio non pensarci, grazie.

Dicevamo, non molti giorni fa, di come sarebbe facile far sparire tutti i baraccati d’Italia da un giorno all’altro, cominciando col privarli dei più elementari diritti civili. Ecco, c’è chi ha provveduto intanto a recintarli, circondarli di polizia e impedire loro di ospitare parenti e amici dopo le 22, tra le altre amenità. Per le torrette col cecchino e la rete elettrificata pare non ci fosse budget, forse l’anno prossimo.

– Nella mia palestra c’è una bambina che si chiama Priscilla, e io penso: ma sua madre l’avrà visto, il film?

– Bisogna scegliersi gli interlocutori. Ora, io ieri sera la canzone di Povia non l’ho sentita, mi hanno detto che era una cagata e li prendo in parola, anche perché la fonte è affidabilissima. Quello che dico è che uno scienziato non si mette a discutere con uno che sostiene che la Terra è piatta. Allo stesso modo, l’Arcigay dovrebbe smettere di prendere Povia come interlocutore: Povia è un ignorante e probabilmente anche un cretino (almeno a giudicare dall’intervista che ha rilasciato a Vanity Fair). Non è un interlocutore sulla questione dei diritti civili dei gay o sulla loro dignità, non più di quanto lo sia lo scemo del villaggio. Pertanto Grillini doveva starsene a casa: discutendo con il cretino si è abbassato al livello del cretino, sul terreno del cretino (e ha dato al cretino cinque minuti di palco in più). Idem dicasi per Luxuria che sgrida Al Bano per le sciocchezze che dichiara ai giornali in materia di identità sessuale. Ci sono i fatti, e ci sono le opinioni. Io posso anche pensare che i bambini nascano sotto i cavoli, ma non è un fatto. Idem dicasi per le sparate di Al Bano e Povia: ci sono i fatti, e ci sono le opinioni. I fatti indicano che le opinioni di Povia e Al Bano li rendono inadatti a fare da interlocutori in una discussione seria.

– Ieri ho visto un paio di tette finte e niente: mi fanno sempre impressione.

– Andare a cena in un posto dove ti spiegano i piatti è un’esperienza ai limiti del surreale. Stai lì con la forchetta in mano e aspetti che lo chef abbia finito di dirti che cosa ha messo esattamente nei tre ravioli di numero che hai davanti. E’ un’esperienza che va fatta, però, quantomeno per il valore aneddotico. La compagnia era, come al solito, impagabile: però la prossima volta il ristorante lo scelgo io, e sarà un posto da cui si esce rotolando orizzontali.

– Sto per ingaggiare una lotta senza quartiere contro uno dei punti Vodafone One della mia zona. Fatemi gli auguri.

Commenti e ping chiusi.

22 commenti to “Pensieri a gruppi”

  1. Antonio says:

    febbraio 18th, 2009 at 11:54

    Povia l’ho sentito i primi 30 secondi, poi ho cambiato, i primi 30 secondi sono stati una cagata il resto non so ma me lo immagino. In compenso però ho sentito Benigni, che pur non abbassandosi al suo livello (come grillini e la luxuria) lo ha, come si dice, “smerdato” di brutto. Se non l’hai visto sicuramente su youtube lo trovi.

    Concordo con te su Soru e Veltroni, permettimi solo un giudizio personale: Veltroni ci ha provato, non ci è riuscito e se n’è andato. Se avessero fatto lo stesso tante altre persone forse questo sarebbe un paese migliore.

    Oggi ho scoperto che una mia ex (che ho ritrovato grazie a FB) è fascista fino al collo e riguardo i rumeni stupratori si augurava una nuova marcia su roma. Non lo so, ci sono rimasto un pò male, e vorrei non averci mai interagito con questa tipa qui.

    Ciao!

  2. la gentildonna says:

    febbraio 18th, 2009 at 12:25

    la compagnia è impagabile anche perché una volta pagata la cena, non hai più un euro in tasca 🙂

  3. Spettatore di provincia says:

    febbraio 18th, 2009 at 12:48

    A mio avviso, il vero problema sta a monte. E consiste nel fatto che ai Povia e agli Al Bano viene concesso più spazio, e indirettamente maggiore credibilità (vista la profonda ignoranza media) nella tv e nella informazione di regime. In sostanza, a impedire certe esternazioni dovrebbero pensare in altra sede: torniamo al classico discorso sull’educatività e in senso lato sul chi ci governa deve essere migliore (della media) e non uguale se non inferiore (alla media). (È un allargamento indebito?)

    Non è ovviamente un discorso di censura, bensì di opportunità.
    Ci si sarebbe dovuti chiedere: è opportuno che questo cazzone presenti la sua canzone?
    Lo so, sono idealista :).

    Lo chiedo con sincerità: pensi che il lasciar dire, il lasciar correre, produca risultati migliori?
    Io no, credo occorra rispondere a tono e con i fatti (ma in effetti scusa, il mio discorso potrebbe essere fallato perché non so cosa abbia detto Grillini e come si sia comportato – e se magari ci fosse stato un interlocutore più abile?); sebbene questa situazione mi sappia tanto di dilemma cornuto, irrisolvibile, in cui entrambe le opportunità sono ugualmente dannose. Perché si parte già in condizioni avverse; se non insostenibili.

  4. Giulia says:

    febbraio 18th, 2009 at 1:17

    Ho detto: la prossima volta il ristorante lo scelgo io 😀

  5. Giulia says:

    febbraio 18th, 2009 at 2:00

    Spettatore: io credo ci siano modi e tempi per discutere le cose. Su Povia, l’Arcigay ha sbagliato tutto. Dato che immagino siano stati interpellati proprio per amor di polemica, già dal primo intervento avevano la possibilità di far notare che ci sono fatti e ci sono opinioni, e che quello che Povia dice in materia di omosessualità vale quanto quello che dice (sempre per amor di polemica) sulle donne che devono badare ai figli e gli uomini essere guida spirituale. Cioè nulla. Idem Al Bano: inutile fare pipponi o risse con gli ignoranti. L’ignoranza si combatte ridendone e mettendo i fatti sul tavolo. Se dibatti con Povia o Al Bano, li accetti come interlocutori. Ad esempio, io non accetto come interlocutore uno che mi dice che le donne sono esseri inferiori: lo prendo per il culo, da cretino che è, ma non discuto con lui delle sue posizioni. Non le legittimo.
    Lo stesso andrebbe fatto per un povero idiota che non sarebbe assolutamente sul palco dell’Ariston se non fosse miracolato da Bonolis e paraculo come pochi.

  6. Antonio says:

    febbraio 18th, 2009 at 2:10

    Spettatore, io credo che tu in parte abbia ragione ed in parte no. Mi spiego, a volte come dice Giulia non ha senso abbassarsi all’infimo livello di ignoranza di certa gente, ed è molto più efficace l’indifferenza o al limite la presa per il culo. Anche per rispetto della nostra intelligenza e dignità.
    Tuttavia quando il rumore degli ignoranti miserabili è troppo forte, c’è il rischio che qualcuno “da casa” possa in qualche modo esserne attratto, e se c’è il rischio che un ignorante becero come Albano possa diventare un modello di pensiero ed un punto di riferimento, bè forse in quel caso è giusto alzare la voce.
    Ad ogni modo resto abbastanza scettico dal fatto che l’arcigay abbia risposto (non so cosa abbia detto grillini, perchè ho girato dopo 30secondi di canzone), ma sono convinto che una risposta come quella di benigni è da ricordare e da mettere negli annali (resto del mondo 10- coglionepovia 0).

  7. Barcellonese says:

    febbraio 18th, 2009 at 2:11

    Io trovo atroce che ogni anno, puntualmente, tutto il paese si inebetisce seguendo Sanremo: milioni e milioni di persone bloccati la sera a casa per ore e per giorni seguendo una manifestazione canora (to’ son stata buona e ho scritto “manifestazione canora”). Succede solo in Italia. Mi risulta davvero scioccante, poi oh! sarò io esagerata o idiota eh…ma credo che le cose inizieranno sicuramente ad andar meglio quando la gente si deciderà a buttare la tv dalla finestra…

  8. Giulia says:

    febbraio 18th, 2009 at 2:16

    Credo che la si segua come fenomeno di costume, e non per il programma in sé. Io personalmente lo seguo più volentieri da quando, tramite social network, posso contemporaneamente tirare fuori tutta la mia cattiveria 🙂

  9. Bdd says:

    febbraio 18th, 2009 at 3:21

    Beh non l’ha sentita nessuno sta canzone? allora faccio outing: l’ho sentita io. povia mi ricorda sempre più un jovanotti destrorso, perché ti fa una canzone orripilante ma poi tira fuori il ritornello-killer. noi lo possiamo odiare per questo, per l’essere un cretino (come certamente è) e per le sue canzoni di merda (come certamente sono): ma se si va dove il ritornello conta – ed anche gli afterhours ci sono andati, compiendo secondo me lo stesso errore di grillini – allora vince l’italia di povia. bdd

  10. Giulia says:

    febbraio 18th, 2009 at 4:09

    Vorrei precisare che non l’ho sentita perché ero fuori a cena (e quando ho scritto il post ancora non si trovava), non per snobismo. Stasera il Festival me lo ciuccio per intero.

  11. Luigi says:

    febbraio 18th, 2009 at 4:25

    scusa ma se i fatti sono quelli che pensi tu e le opinioni sono quelle di chi la pensa diversamente da te, e tu discuti solo dei fatti, allora discuti solo con chi la pensa come te? E di cosa discuti ? Di sfumature di pensiero? O forse non sono discussioni ma monologhi autocelebrativi?

  12. Giulia says:

    febbraio 18th, 2009 at 4:30

    Luigi, suvvia. Come dicevo, bisogna scegliersi gli interlocutori: il matto del villaggio fondamentalista non rientra fra i miei interlocutori. Sei già stato qua con le tue teorie antiscientifiche sull’omosessualità in passato. Più che annoiare tutti, non fai.

  13. Tyler Durden says:

    febbraio 18th, 2009 at 4:44

    Grillini mi aveva già deluso quando decise di lasciare il PD (per via della Binetti) passando nei Socialisti di DeMichelis (!!). Hai ragione, la polemica con Povia è dimostrazione di una miopia che i suoi occhiali spessi giustificano solo in parte…

  14. valeria says:

    febbraio 18th, 2009 at 4:47

    Se non l’hai già fatto Giulia sottoscrivo Antonio: guardati la parte finale dell’intervento di Benigni,merita davvero. Io da anni quando c’è Sanremo ascolto radio due e abbasso il volume della tele: ci sono quelli della Gialappa’s che vanno a ruota libera prendendo per i fondelli tutto e tutti,ma con allegria,ironia,insomma spesso ridevo a crepapelle da sola….
    Concordo con l’aspetto allucinante di ascoltare le descrizioni degli chef.
    Propongo un finale in cui il cliente possa descrivere se ha gradito o meno la pietanza,entrando in particolari digestivi:)
    In bocca al lupo per la Vodafone…
    Valeria

  15. Luigi says:

    febbraio 18th, 2009 at 5:00

    Sull’ annoiare tutti ho un ricordo vivido, sull’omosessualità vago, sulle teorie antiscientifiche è buio assoluto, tuttavia considerando che per natura io parlo di opinioni e tu strettamente di fatti, penso che, come non può essere altrimenti, tu abbia assolutamente ragione.

  16. tb says:

    febbraio 18th, 2009 at 7:37

    Si continua a parlare di gay come se si trattasse di un problema. E’ un problema! Lo è per chi crede che lo sia. Benigni (che non mi è molto simpatico) ieri mi ha dato una lezione che mi ha lasciato veramente l’amaro in bocca. La superficialità con cui fino a ieri ho trattato questo argomento mi fa vergognare di me stesso. Chi si ama non può essere giudicato negativamente. Ma gli stupidi ti giudicano per la tua bellezza, il tuo peso, il tuo stato sociale, figuriamoci per la tua sessualità. Ah dimenticavo la canzone di Povia fa veramente cagare. Ah dimenticavo Grillini non contribuisce ceramente alla causa.

  17. Giulia says:

    febbraio 18th, 2009 at 8:34

    tb: amen, brother.

  18. tb says:

    febbraio 18th, 2009 at 10:14

    brother è bello!

  19. Spettatore di provincia says:

    febbraio 19th, 2009 at 1:21

    Giulia e Antonio, grazie per le risposte.
    Giulia, stiamo dicendo la stessa cosa, mi sembra. Quando ho scritto “credo occorra rispondere a tono e con i fatti”, non intendevo dire che considero “interlocutori” le persone che tu descrivi, né tanto meno legittimo le loro posizioni (e ci mancherebbe altro). La risposta va saputa dare, ecco; se l’Arcigay ha sbagliato, dovrebbe rivedere i suoi errori nella circostanza, pensare ad altre strategie, evitare i tranelli.

    Quello su cui non sono convinto è l’indifferenza.
    Secondo la mia esperienza, anche riguardo fatti personali, l’essere indifferenti non porta a nulla, dal momento che lo spazio dell’indifferenza viene invaso da aggressivi prepotenti e urlatori.
    Mi rendo conto di come possa essere difficile, quando si parla con un idiota, evitare che la gente non capisca la differenza [cit.]. Eppure, non credo sia impossibile.

    Il dubbio (o la sfida, se si vuole), come forse intende Antonio, è quindi se si possa riuscire a rispondere, a rendere palesi i fatti e collocare nella giusta dimensione di idiozia le parole, raggiungendo le grandi masse, nel modo giusto.

    (Poi a casa, o tra amici, si prende per il culo in tutte le maniere, se si vogliono fare due risate. Sebbene a me la voglia del LOAL stia quasi finendo…)

  20. Gianni says:

    febbraio 19th, 2009 at 11:26

    Sono d’accordo sul tema Arcigay-Povia-Sanremo. Domanda sulla querelle Vodafone One: come fa ad essere una lotta senza quartiere, se il negozio è nella tua zona?

  21. Giulia says:

    febbraio 19th, 2009 at 2:29

    Tecnicamente è in un’altra zona 😀

  22. Anellidifumo says:

    febbraio 20th, 2009 at 9:07

    Beh io su FB ho scoperto che mia nipote, 18 anni, ha aderito a tutti i gruppi anti-rumerni dell’orbe virtuale. Sapevo già che fosse di Destra, ma anche stupidina e razzista mi mancava.

    Auguri per la impari lotta contro Vodafone.