Ipotesi di sterminio

pubblicato da Giulia mercoledì, gennaio 28, 2009 10:41
Aggiunto alla categoria Triste mondo malato

Il Giorno della Memoria era ieri, ma mi piace fare le cose a posteriori, farmi trasportare dalle riflessioni altrui. Stavo leggendo questo post di Jonkind su Auschwitz, pensavo alla banalità della Risiera di San Sabba a due passi da dove abitavo un tempo, fra un supermercato e uno stadio, e poi mi è balenato in testa quanto sarebbe facile, nell’Italia di oggi, rifare la stessa cosa con persone solo leggermente diverse.

Certo, sarebbe complicato farlo con onesti professionisti, gente normale che lavora, ha negozi, è integrata nel tessuto sociale. Sarebbe difficile far sparire da un giorno all’altro, di nuovo, tutti gli ebrei italiani. Ma pensate a quanto sarebbe semplice eliminare, in pochissimo tempo e praticamente indisturbati, l’intera popolazione dei baraccati sul territorio nazionale. Chi non li ignora, li detesta. Ieri mattina, alle sette, sul tram 19 sono saliti un paio di ambulanti che si trascinavano enormi buste blu piene di mercanzia. Il tram non era particolarmente pieno e le buste non davano fastidio a nessuno. E tuttavia, il lettore di Libero in piedi vicino a me col giornale spiegato non ha potuto non manifestare a mezza voce il suo disprezzo.

So benissimo che un lettore di Libero sul tram alle sette di mattina non è un campione statistico rappresentativo. Ma quegli insulti biascicati all’indirizzo dei due africani con le buste blu mi hanno ricordato come gli italiani spesso pensino di sapere chi sono gli immigrati in questo paese, e quello che sanno somiglia a questo: musulmani puzzolenti ladri rom ladri di bambini criminali cultura diversa bestie donne oppresse stupro sicurezza casa nostra a lavorare casa loro rumeni merda cinesi paura.

Non mi interessa, qui, dare argomenti contro questa generale sensazione di superiorità dell’italiano rispetto all’immigrato. Dico solo che l’italiano medio-basso applaudirebbe sonoramente un governo che riuscisse ad eliminare tutte le facce indesiderate dal tram delle sette.

La cosa andrebbe più o meno così, secondo il copione abbondantemente testato dai tedeschi negli anni ’30 e ’40: si inizia creando un clima sfavorevole a mezzo media. I fatti di cronaca nera che vedono coinvolti immigrati o extracomunitari di provenienza sgradita (non, quindi, americani o svizzeri) vengono pompati dai mezzi di informazione controllati dal governo. Al momento ce ne sono diversi, come ben sappiamo. Si diffonde fra le persone la sensazione, se non proprio l’idea, che esista una fetta di popolazione sul territorio che costituisce una minaccia costante. Si crea la paura, anche lì dove non ce n’è motivo, di un’intero gruppo sociale, adducendo motivi oggettivi – scarsa integrazione, povertà estrema, ignoranza – e inventandosi leggende ad hoc, come ad esempio quella degli zingari che rubano i bambini.

Si aspetta. Si aspetta finché non capita qualcosa di eclatante, o c’è un evento dai contorni abbastanza sfumati da essere gonfiato a piacimento. Per esempio (faccio un’ipotesi fantascientifica), si scopre che l’assassino di Simonetta Cesaroni potrebbe essere un rumeno che lavorava nel palazzo dove è morta, in nero e quindi non registrato. Potrebbe. Basta questo. Si approntano i necessari talk show con gente in cravatta verde che ribadisce l’esasperazione della “gente del Nord”, e gente con l’aria da intellettuale in sofferenza che ribadisce la necessità di trattare tutti umanamente.

Poi succede una cosa. Chiamiamola, che so, la Notte delle Torce. Ci siamo capiti.

A questo punto, partono i carri bestiame. I treni no, in Italia abbiamo tre binari in croce. Diciamo che partono i camion. Alla popolazione viene comunicato che l’area Nomeacaso viene sgomberata per ordinanza comunale. Intere famiglie vengono spintonate dentro i container, e spostate… dove? Ci sarebbero i Cpt, già pieni fino a scoppiare: i nazisti lo sapevano, gli eccessi vanno smaltiti. Ci si inventa qualcosa. Tipo “lavori socialmente utili”, percorsi formativi al termine dei quali c’è il permesso di soggiorno.

Se sopravvivi. Ma non è previsto.

Nel frattempo, il territorio dei singoli Comuni è pattugliato da apposite squadr(acc)e di volontari, con il compito di verificare che non ci siano nuovi insediamenti. Il cittadino italiano si sente finalmente al sicuro, al riparo dalla miseria e dallo sporco di quella gentaglia. Il governo stravince le successive elezioni e governa per altri vent’anni con la stessa tecnica.

Gli ammonimenti della comunità internazionale cadono nel vuoto. I media che cercano di documentare la strage vengono azzittiti anche a mezzo decreto legge, con provvedimenti mirati a punire la creazione di “sentimento anti-nazionale” et similia. I filmati del massacro si moltiplicano sul web, e lì si perdono, in mezzo a migliaia di altri massacri che ogni giorno vengono ignorati.

Sessant’anni dopo, l’Italia si sveglia e ha troppo, davvero troppo da farsi perdonare. Mette su un monumento,  un museo, quattro diapositive e una ricorrenza, e poi nessuno ci pensa più. Nessuno vede il parallelo con nient’altro.

Commenti e ping chiusi.

27 commenti to “Ipotesi di sterminio”

  1. azael says:

    gennaio 28th, 2009 at 11:22

    Non solo nessuno vedrà il parallelo, ma ci sarà qualcuno che sosterrà con convinzione che sarà sacrosanto ricordare il massacro delle facce indesiderate del tram delle sette, e che quelle sì che erano vittime. Non come quelle della metro delle 18, di sessant’anni dopo, quelle facce di merda.

  2. Annamaria P. says:

    gennaio 28th, 2009 at 12:24

    D’accordissimo con te. Aggiungo un elemento al tuo campione “lettore di Libero in autobus”: la scrittrice (pare di buon successo anche):

    Leggi la parte finale del post: da rabbrividire
    http://www.federicabosco.com/blog/index.php/post/20288/

  3. Federico Fasce says:

    gennaio 28th, 2009 at 1:47

    Non sai quanto mi fa rabbrividire quello che scrivi. Soprattutto quando vedo quello che, ieri e oggi, sta succedendo nella mia città perché si vuole costruire una moschea in una zona degradata e attualmente coperta di sterpaglie.
    Quelle frasi fredde e orrende allo stesso tempo che iniziano invariabilmente con “io non sono razzista, ma”.
    Ci scrivo un post, mi sa.

  4. Giulia says:

    gennaio 28th, 2009 at 1:51

    “Io non sono razzista, ma” ha ammazzato sei milioni di persone.
    E pensa, erano in buona parte borghesi, gente introdotta in società. Infatti molti (non moltissimi) si sono salvati perché protetti dai vicini e dagli amici.
    Chi proteggerebbe una famiglia di rom? Una famiglia di cinesi?
    Che poi i cinesi hanno al limite un governo che può incazzarsi se scompaiono (sempre che non siano i famosi cinesi scappati dalla Cina perché secondi-terzi figli non dichiarati all’anagrafe). Ma i rom? Specialmente quelli di nazionalità italiana? Chi li difende?

  5. Hidden Side says:

    gennaio 28th, 2009 at 2:22

    tristemente vero …

  6. Angela says:

    gennaio 28th, 2009 at 5:58

    Ho una personale avversione verso la parola sterminio. La trovo intollerabile anche vicino alla parola ipotesi.

  7. Giulia says:

    gennaio 28th, 2009 at 6:23

    Io pure. E a tre quarti di questo post ero così piena di orrore che non sapevo se sarei arrivata in fondo. Perché è tutto piuttosto verosimile, no? Verosimile, e familiare.
    Non voglio svegliarmi domani e scoprire che la ragazzina del semaforo non è più al semaforo perché l’hanno spedita nottetempo in un centro di detenzione da cui non uscirà viva. Ho paura. E non voglio che succeda.
    Per questo mi sono obbligata a finire. Perché quello che va detto venga detto. Anche da me che non conto un cazzo, ma su Google ci finisco come chiunque altro.

  8. roger says:

    gennaio 28th, 2009 at 6:32

    da la Risiera di San Saba alla……
    come la vogliamo chiamare…..?????

    la “Tonnara di Lampedusa”…..?????

    bel progresso che abbiamo fatto …….eh si….. bello davvero…

  9. Molly says:

    gennaio 28th, 2009 at 6:51

    A proposito di clima appositamente creato. L’altro giorno, servizio di Studio Aperto su un fallito rapimento di un bambino. “Due individui, forse Rom, si sono avvicinati al passeggino…”.
    Che vuol dire “forse Rom”? Che probabilmente lo erano. O probabilmente no. “Forse Rom”, nel linguaggio dei media, vuol dire “Rom”, vuol dire quello che dici tu.

    (P.S. completamente OT per sdrammatizzare sennò mi incazzo troppo: se i consigli sulla nuova veste grafica sono ancora ben accetti, alzo la mano e contesto i commenti in cima al post. Li preferivo in fondo, secondo me è la loro collocazione più logica.)

  10. Molly says:

    gennaio 28th, 2009 at 6:52

    Non so perché sia apparso il commento a nome “Su”, ma ero io. CIao.

  11. Francesco says:

    gennaio 29th, 2009 at 12:36

    ammiro la tua indignazione, sono antirazzista e oggi forse anke + di ieri il razzismo dilaga in italia!

    ” quando la ragione è un sondaggio d’opinione
    la paura è il letame che aumenta la reazione!
    quando è uno solo è una semplice deriva
    ma se sono dei milioni la psicosi è collettiva “

  12. Nina says:

    gennaio 29th, 2009 at 9:03

    il mio nonno, che oggi ha la bellezza di 87 anni, che non è stato mai partigiano, che non è stato mai davvero comunista ma nemmeno è mai stato stupido nè impermeabile alla realtà, alla prima elezione di Berlusconi con tutta la sua lucidità sconcertante mi disse: “Nini, io speravo di morire senza dover vedere un’altra dittatura”

  13. RavMario says:

    gennaio 29th, 2009 at 11:17

    Lo scenario del tram delle 7 è tremendo. Ma alcuni genitori, che si parlano fuori dalla scuola in attesa che i loro figli escano, possono offrire un quadretto ancora più delirante. Magari con la mamma marocchina a un passo da loro…

  14. tb says:

    gennaio 29th, 2009 at 7:23

    Non condivido.
    Siamo migliori noi oggi di quanto non fossero 50 anni fa i tedeschi. E soprattutto Berlusconi non è folle come lo era Hitler. Personalmente odio Olindo Romano come il branco dei romeni violentatori alla stessa maniera e senza distinzione di colore della pelle o razza. Per loro vorrei sofferenza e tanta galera (per Romano anche l’impiccagione). Non credo di essere una cattiva persona.
    O forse si. Ma tanto è.

  15. Molly says:

    gennaio 29th, 2009 at 7:27

    …e magari dieci minuti prima di accompagnare i propri figli al Catechismo… (no, non è un pregiudizio: ho assistito a tutto questo).

  16. Giulia says:

    gennaio 29th, 2009 at 9:19

    No, tb, non siamo migliori. Non possiamo dire di esserlo (tu conoscevi i tedeschi degli anni ’30?), anzi, siamo peggiori: perché abbiamo più informazioni, possiamo documentarci, eppure non lo facciamo. Perché sappiamo che gli ebrei sono stati uccisi a milioni da un odio fondato sulla propaganda, eppure ci facciamo sobillare dalla propaganda. Tu l’hai detto altre volte, saresti contento di veder sparire i campi nomadi: perché sono pericolosi, perché i rom rubano, perché schiavizzano i figli, tutte queste cose di cui abbiamo discusso. Non entro nel merito del vero o non vero: ti dico, a te farebbe piacere se i campi venissero sgomberati, non ti andresti a domandare dove siano finiti i rom scacciati. Come non vai a vedere cosa succede nei Cpt, anche se gli attivisti per i diritti umani lo dicono da tempo, sono lager, la gente vi viene tenuta in condizioni disumane. A forza di telegiornali, di cronaca nera con stranieri protagonisti, di stupri strillati in prima pagina e di leggende spacciate per verità (i rom che rubano i bambini), siamo arrivati alla de-umanizzazione dell’immigrato, che non è più persona. E’ mostro, clandestino, poveraccio, ma non persona.

    Non siamo migliori. Può succedere di nuovo. Secondo me ci stanno lavorando. Sanno che ci sarebbe chi applaude. Se anche tu ti opponi al fatto che possa succedere, se non vuoi vederlo succedere, prendine atto e tieni gli occhi aperti.

    (Olindo Romano non c’entra nulla, ovviamente, è un’altra storia.)

  17. tb says:

    febbraio 2nd, 2009 at 7:40

    Siamo diversi dai tedeschi proprio per la quantità di informazioni di cui disponiamo. A me non dispiacerebbe una regolamentazione e normalizzazione della vita dei rom (tanto per dirne una) ma di certo non li vorrei nei lager o nelle riserve. Su una cosa hai ragione gli occhi vanno tenuti aperti (vedi ultimi episodi di cronaca).

  18. Giulia says:

    febbraio 2nd, 2009 at 10:13

    A me piacerebbe davvero che tutti avessero l’opportunità di vivere integrati e secondo le regole della convivenza civile, ma ci vuole un’azione a carattere nazionale, una politica seria, che riguardi tutti: una politica che la sinistra non è stata in grado di attuare (o forse non ne ha avuto il tempo?) e che la destra non ha intenzione di attuare, perché scontenterebbe il suo elettorato. Nessuno, in teoria, vorrebbe veder sparire la gente nei lager. In pratica, se li vedi sparire e non sai dove sono andati, non te lo chiedi: te ne freghi, perché non è affar tuo. Ma sono spariti. E’ possibile farlo, proprio perché non sono persone integrate, e la loro scomparsa non desterebbe indignazione. Al massimo, sollievo. Triste, no? Ecco perché dico che non siamo diversi dai tedeschi: come loro, siamo pronti a girarci dall’altra parte mentre ammazzano i nostri vicini di casa.

  19. lykan says:

    febbraio 3rd, 2009 at 8:26

    C’e’ in verita’ un pericolo ben piu’ imminente e grave:che la gente,la povera gente di periferia come a Guidonia,tenti di farsi giustizia da sola di fronte a una magistratura che rimette subito in liberta’ assassini e stupratori e di fronte ad uno stato col precedente e col presente governo incapace di regolare seriamente il fenomeno immigrazione.Una guerra tra poveri sarebbe la cosa peggiore perche’ ricordate che e’ sulla povera gente che sta ricadendo il peso della non sicurezza che questo stato ci assicura:sotto casa di Veltroni e Berlusconi tranquilli che ci sono parecchie guardie del corpo

  20. Giulia says:

    febbraio 3rd, 2009 at 10:07

    lykan, per quanto possa comprendere il tuo punto di vista, i cittadini di Guidonia col forcone e le torce sarebbero i primi a festeggiare se i baraccati venissero deportati dove non possono più vederli (e da dove non torneranno). Per cui non posso dire che mi facciano pena.
    Il presente governo, comunque, non ha intenzione di regolare il fenomeno immigrazione. Preferisce lasciare le cose come stanno, per poter cavalcare la paura della gente. Sparita la paura, sparito anche l’unico motivo “forte” di campagna elettorale.

  21. seralf says:

    febbraio 3rd, 2009 at 4:23

    @lykan: premetto che hai il mio pieno appoggio se vuoi sparare a zero sul precedente governo per molteplici punti di vista, e sul partito democratico che ha in qualche misura “generato”. Detto ciò non mi sembri molto informato rispetto ai dati sull’immigrazione: da fonti istat se non ricordo male l’immigrazione non solo non è affatto diminuita con l’attuale governo, ma è persino aumentata 🙂
    Rispetto poi alla politica che c’è dietro è una politica del “distogli l’attenzione dal problema”: ti fa male lo stomaco? io ti dò un calcio allo stinco così non pensi allo stomaco. Voglio dire che il problema sicurezza non esiste nei termini descritti: la prova lampante è nel fatto che nonostante il dispiegamento massiccio di militari continuano ad esserci stupri, omicidi efferati e odio xenofobo in misura uguale se non superiore (per la verità superiore, anche qui basta leggere le statistiche) al periodo deterrente. Da che esiste il mondo la pena non è mai stata un deterrente, severa che sia: bisogna lavorare a monte sulla crescita dell’essere umano, cosa assai poco nota all’attuale governo (hanno tagliato fondi a diversi settori “strategici” in tal senso), e bisognerebbe semmai pensare a pene che costringano queste bestie al lavoro socialmente utile, un po’ come dire: se passi una certa soglia di umanità diventi forza lavoro per lo stato che ti usa tuo malgrado per il bene comune.
    Questa la mia opinione.

  22. tb says:

    febbraio 3rd, 2009 at 10:16

    Cioè la colpa dell’aumento dell’immigrazione è di questo governo??? Ho capito bene???
    Solidarietà ai ragazzi di Guidonia e comprensione per gli amici che volevano farsi giustizia da soli. Non credo siano razzisti, più che altro sono incazzati con quelli che hanno picchiato un amico e violentato un’amica.

  23. lykan says:

    febbraio 4th, 2009 at 1:05

    L’immigrazione in se e’ un fatto sicuramente positivo per un paese,tutti le nazioni economicamente solide e fortemente industrializzate hanno una grossa componente di lavoratori stranieri basta guardare i famosi g8.Detto questo il problema italiano e’ sicuramente l’eccessivo afflusso di clandestini causato da due fattori:il primo e’ sicuramente la posizione geografica che ci porta ad essere un vero e proprio pontile nel mediterraneo,il secondo pero’ ahime’ e’ dovuto all’eccessivo buonismo con cui finora si e’ affrontato politicamente questo problema e il buonismo non porta mai a risultati positivi.
    E’ intuitivo che,fatta salva la solidarieta’ verso chi fugge da situazioni di miseria indicibile,l’Italia non puo’ accollarsi da sola i problemi migratori di tutta l’Africa e di buona parte del medio oriente e degli ex paesi della cortina di ferro,proprio per ragioni logistiche e di spazio:siamo un paese gia’ molto densamente popolato e con un’economia attualmente in non buona salute.Gli altri paesi europei hanno adottato criteri molto piu’ severi e rigidi per combattere il fenomeno dell’immigrazione clandestina,anche la socialista e progressista spagna di zapatero ad esempio,cosi’ sempre piu’ questo flusso continuo di disperati si rivolge verso le nostre coste sperando,una volta arrivati,in una sanatoria o in una qualche regolarizzazione.La sinistra italiana con la sua politica di eccessivo buonismo ha enormi responsabilita’ nell’aver incoraggiato la venuta di troppi clandestini,infondendo loro illusorie speranze di un futuro roseo in una nazione che in questo momento e’ come un malato in degenza.Inutile illudersi,non abbiamo ne’ i mezzi logistici ne’ economici per accogliere in questo momento altri clandestini che finiscono cosi’ per lavorare in nero e dunque sottrarre posti di lavoro ad immigrati regolari nel migliore dei casi,nel peggiore dei casi invece vanno ad ingrossare le fila della criminalita’.

    Bisogna pero’ dire che per il problema sicurezza sono i comunitari,dunque non i clandestini,coloro che delinquono di piu’:il problema Romania,inutile nascondere la testa sotto la sabbia,esiste in tutta la sua evidenza,il 60 per cento dei reati compiuti da stranieri in Italia oggi e’ di marca rumena ma pare sia un fenomeno europeo.Dal primo gennaio l’Olanda ad esempio,in barba al trattato di shengen,ha deciso di regolamentare il flusso di cittadini rumeni in ingresso per prevenire ulteriori problemi:anche se tale provvedimento puo’ apparire discriminatorio,ritengo sia invece opportuno per fronteggiare una situazione di emergenza come questa.Il sentimento di intolleranza che sta montando anche in italia verso questo popolo,vedi guidonia,anche se sempre condannabile non e’ tuttavia del tutto incomprensibile

  24. Giulia says:

    febbraio 4th, 2009 at 10:40

    tb, io ci andrei piano con la solidarietà a gente che esce con le torce. Razzisti o no, sono dei bifolchi delinquenti uguali a quelli che stuprano, e in più si fanno strumentalizzare dalla campagna anti-immigrati in corso. Nessuno è andato con le torce dietro a quello che ha stuprato la ragazza a Capodanno, perché quello è italiano, si capisce.
    Seralf ha fornito un dato: l’immigrazione con questo governo è aumentata. Un dato, non una “colpa”. Certo, se il governo in carica voleva regolare l’immigrazione, sta fallendo: e allora ricorre alle campagne di costruzione della paura, in modo che la gente vada a dare fuoco ai campi nomadi. Attenzione a chi dai solidarietà: è giusto opporsi alla violenza, ma bisogna opporsi a TUTTA la violenza, non solo a quella commessa dagli immigrati. Non esiste una violenza “giusta”.

  25. Giulia says:

    febbraio 4th, 2009 at 10:46

    lykan, mi pare un po’ troppo facile addossare le responsabilità alla sinistra, che ha governato per tempi molto più ristretti rispetto al centro, al centro-destra e alla destra propriamente detta. E se è vero che la sinistra italiana chiude gli occhi davanti a cosa succede quando la gente arriva senza integrarsi, è altrettanto vero che la destra che ha avuto il timone in questi anni non ha fatto assolutamente nulla per gestire la situazione. Si sono limitati a costruire “la paura” o a minacciare azioni criminali tipo sparare agli scafisti. Azioni concrete, costruttive, di prevenzione e gestione di quella che, come dici tu, è anche una conseguenza della posizione geografica del paese: zero.
    E poi la menano che sono “la politica del fare” e “la politica del cambiamento”.

  26. seralf says:

    febbraio 4th, 2009 at 4:21

    @tb: non mi sono spiegato.
    Al di là dei dati, che cito a memoria e potrebbero contenere inesattezze, la cosa interessante e verificabilissima è l’assetto attuale dei territori. Qui a Roma e nei dintorni se fai un giro non noti nessun tipo di differenza rispetto agli anni precedenti, l’unico posto intelligente dove ho trovato forze armate a parte in centro è la stazione metro anagnina, che da anni andava controllata di più (e almeno su questo bravo Gianni). Per tutto il resto c’è un flusso di immigrazione in palese continua crescita (se leggi un po’ i giornali anche gli accordi con la libia hanno penosamente fallito, nonostante i contributi economici: basta fare un giro più largo, e stai tranquillo che lo fanno).
    Premesso tutto ciò concordo con chi ha detto sopra che l’immigrazione è un valore: difatti mettevo sul piatto qualche dubbio circa le attuali manovre proprio per sottolineare 1) che non sono efficienti 2) che non servono perchè non è l’immigrazione ma il crimine ad essere il male. Non parlerei perciò di “colpe”. La repressione dell’immigrazione non fa che autorizzare chi specula sulla disperazione o la necessità di chi vuole entrare nel nostro paese: se non esiste la via legale è palese che diventa meno improbabile ricorrere alle vie illegali. E poi: se in qualsiasi contesto umano aumenta il numero delle persone, aumenta con esso la possibilità che ci sia qualche criminale, quindi concentrare l’attenzione sul fatto che siano o meno immigrati è un po’ come vendere la frutta in base al colore. Si può fare oh, ma forse non è esattamente quello che abbiamo in mente.
    Rispetto alla solidarietà mi dissocio totalmente: tutti solidarizziamo con i due ragazzi, ma non siamo nel far west, ed è troppo facile incazzarsi con il primo che passa. E allora i preti pedofili? che si fa, ci mettiamo a malmenare tutti i parroci di italia? non mi pare che tenga.
    Aggiungo una provocazione: come mai tutti questi tex-willer solidali pestano i rumeni, ma nessuno ha cercato di linciare il ragazzino di buona famiglia che ha stuprato una ragazza in discoteca l’ultimo dell’anno? mi sembra -ma forse sono io che vedo le cose in maniera strana- un tantino peggio, come situazione, ammesso si possa fare graduatorie.
    che assurdità

  27. tb says:

    febbraio 5th, 2009 at 5:49

    fosse per me attripperei di mazzate anche il ragazzo italiano.
    sul resto hai ragione.