Paragoni

pubblicato da Giulia domenica, gennaio 18, 2009 21:14
Aggiunto alla categoria Triste mondo malato

Ho cambiato canale giusto in tempo per vedere Bruce Sprinsgteen chiudere The Rising con un coro gospel, al concerto per Barack Obama. Vista da qua, l’investitura ufficiale del nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America ha qualcosa di regale, solenne, che non si era mai visto prima. Forse perché otto anni fa, quando George “Worst” Bush fu eletto, non avevamo Sky Vivo in casa, né YouTube, né – francamente – un President Elect così interessante.

Abbiamo seguito le primarie, i dibattiti, le elezioni presidenziali. Abbiamo scrutato con sospetto la MILF reclutata da John McCain per ringiovanire e femminilizzare la sua campagna, siamo rimasti svegli (chi più, chi meno) per vedere chi avrebbe vinto, abbiamo sopportato i patetici tentativi dei politici nostrani di mettere il cappello su un personaggio che, pur avendo tutto da provare, gioca già in un campionato per cui loro non fanno neanche i raccattapalle. E adesso aspettiamo.

La cosa più deprimente, al momento, è proprio questa: che Barack Obama è il loro presidente, non il nostro. Dopodomani, gli americani si sveglieranno e alla Casa Bianca ci sarà uno alto, bello, giovane, indipendente, pieno di idee, figlio di immigrati, nero, con due bimbe piccole, una moglie che adora, e un intero paese davanti che non sa veramente più dove sbattere la testa e si rivolge a lui per ritrovare la speranza nel futuro. Domani, noi ci sveglieremo e a Palazzo Chigi ci sarà ancora uno basso, liftato, vecchio, ammanicato, vuoto di idee, figlio di milanesi, lampadato, con cinque figli e tre nipoti, una moglie che umilia in pubblico, e un intero paese davanti di cui non gliene potrebbe fregare di meno e che si rivolge a lui per sentirsi ammannire le stesse bubbole anno dopo anno.

Commenti e ping chiusi.

6 commenti to “Paragoni”

  1. Davide says:

    gennaio 18th, 2009 at 9:54

    Tutte cose già lette.

  2. Giulia says:

    gennaio 18th, 2009 at 10:28

    Eh, beh, sì. Effettivamente. Mi rendo conto che non è una cosa nuova, né originale.

  3. iFLUK says:

    gennaio 19th, 2009 at 12:19

    Proprio così: la differenza fra l’Italia e il resto del mondo occidentale, noi continuiamo ad andare avanti con la testa perennemente rivolta all’indietro.
    Bello il nuovo layout.
    ciao

  4. Kalsoldor says:

    gennaio 19th, 2009 at 7:39

    Ho deciso giusto ora di mandare un CV dove spiego che voglio fare il Politico.
    Se ci sono riusciti gli “alieni” che occupano Palazzo Chigi…

  5. Madda says:

    gennaio 19th, 2009 at 8:27

    Giulia, che ne pensi del fatto che Obama abbia cambiato idea riguardo le unioni gay (passando da favorevole a contrario) da quando ha iniziato la corsa alla carica presidenziale?

  6. Giulia says:

    gennaio 19th, 2009 at 9:34

    Non mi risulta che abbia cambiato posizione. Nel suo discorso di accettazione ha per la prima volta nella storia menzionato espressamente i cittadini gay e lesbiche, e da senatore ha votato contro le misure discriminatorie che gli sono state proposte. Ha detto in proposito che lui era abituato a un’idea “tradizionale” di matrimonio religioso, ma che era assolutamente a favore dell’eliminazione di ogni discriminazione in quel senso.
    Che poi abbia invitato all’insediamento il pastore Rick Warren, noto omofobo, è qualcosa che i gay e le lesbiche americane stanno cercando di mandare giù, ma è come un uovo sodo senz’acqua.
    Direi che si sta a vedere: dipende dal Congresso, e dalla volontà di far passare a livello federale un emendamento che obblighi gli Stati ad adeguarsi in materia. Con tutto che, onestamente, mi pare che l’economia sia al primo posto anche nei pensieri della comunità LGBT.