Rantolo di Natale

pubblicato da Giulia domenica, dicembre 7, 2008 17:27
Aggiunto alla categoria Sono fatti miei

Ho fatto l’albero. Sono andata dagli unici cinesi del quartiere che ti fanno lo scontrino per le cose che compri, e sono uscita con un abete finto dall’aria squallida, molte più palline colorate e boa di carta argentata del necessario, e un filo da 140 lucine intermittenti. Adesso è lì, acquattato fra il divano e un mobile che serve a reggere un televisore fuori uso, e quando fa buio lo accendiamo per vedere le lucine.

E’ nano, seminascosto e stortignaccolo. Non ha molto a che vedere con i maestosi abeti da combattimento decorati da mia madre, vero peso massimo dell’ornamento natalizio, che quest’anno – mi si riferisce – stanno subendo la vicinanza di mio nipote, ormai prensile e incline ad appendersi ai rami. Ho detto a mia madre, niente presepe: se non ci arriva, ci vuole arrivare, e visto che per lui io sono una specie di carrello portabambino che lo accompagna nella direzione del suo dito, non vorrei dover passare i nove giorni dal suo compleanno a Natale a sorvegliarlo perché non si mangi la pescivendola, il ciabattino e le pecorelle del paesaggio lontano, quelle che metti in alto per fare la prospettiva.

Che ne so, a me Natale è sempre piaciuto, forse per profonde ragioni psicanalitiche, forse solo perché si sta in casa, c’è caldo e ci sono le lucine. Da piccola era l’unico momento in cui si era proprio tutti insieme, anche i miei genitori che non vedevo mai, i miei cugini, gli zii, tutti impilati nella casa dei nonni e la mattina del 25 si scartavano i regali. Poi si mangiavano sempre le stesse cose che mangiamo ancora adesso, pasticci di carne, tortellini in brodo, verdure, lesso o altra carne, e alla fine il pandoro perché il panettone non ci piaceva. Sono in giro da trentasei anni, e sono trentasei anni che – con pochissime eccezioni – a Natale mangio pasticcio. E’ l’unica cosa che mia nonna sapesse cucinare. E’ anche l’unica cosa che mia mamma sappia cucinare, circa. Io, forse per reazione, non lo so fare. Non che sia difficile. Non ho proprio voglia. Ne ho mangiato così tanto, fatto sempre uguale, che nonostante la sua ricchezza di ingredienti è diventato per me il Piatto senza Fantasia. Quello che si mette in tavola quando c’è un sacco di gente a cena. Come a Natale, appunto.

Dicevo, ho fatto l’albero, e l’ho fatto qui, nella città dove non festeggerò il Natale. Non so esattamente perché. Forse perché, a dispetto dei miei numerosi traslochi, mi ci vuole sempre molto tempo per chiamare un posto “casa”. Negli ultimi quattro anni ho dovuto imparare a chiamare “casa” un’intera, rumorosa, sporca, ostile metropoli. Forse ce l’ho fatta, finalmente.

Commenti e ping chiusi.

6 commenti to “Rantolo di Natale”

  1. Nessuno says:

    dicembre 7th, 2008 at 6:46

    Passi runorosa, passi sporca … ma perché anche “ostile metropoli”?

  2. tb says:

    dicembre 7th, 2008 at 7:55

    da me pure è sempre tutto uguale.
    ma è veramente troppo bello il periodo natalizio.

  3. Carlos says:

    dicembre 8th, 2008 at 3:57

    Da te era il pasticcio di carne, le verdurine lesse, il pandoro… da me il sancocho, la natilla, la farina a mo’ di neve sul presepe, eccetera. Adesso sono circondato da mille cose – quelle che una volta nemmeno mi sognavo – però mi sento solo. In pratica nella mia vita è successo che ho incrementato i consumi e diminuito le relazioni sociali. Una sottrazione di felicità e di serenità che, a pensarci, mi lascia sgomento.

  4. tb says:

    dicembre 9th, 2008 at 8:29

    A pensarci bene è come scrive Carlos. Crescendo tutta la magia che questo periodo aveva tende a scomparire. Sarebbe una grande conquista recuperare quello spirito, quel senso di gioia gratuita, quelle piccole e grandi emozioni. Magari non mi sento solo come Carlos ma certo che oggi, anche se il natale rimane bello, è peggio di ieri.

  5. samu says:

    dicembre 9th, 2008 at 4:51

    Hai detto bene, internet è una bomba nascosta nel pc.
    Il fenomeno Grillo ad esempio, che con due soldi riesce a dare informazione alternativa a più di 2 milioni di persone, o i vari viral video che si propagano nel web a velocità esponenziali e controllabili da nessuno,sono sintomi che non possono che preoccupare il cavaliere.
    Lo psiconano (quanto mi piace) ha fatto del monopolio dell’informazione e delle nostre ignoranze (in un modo o nell’altro tutti gli abbiamo dato qualcosa, paninodamac o cassettadablock), solide basi per stare tranquillo dov’è.
    L’altra sera al tg5 hanno riportato una notizia presa da una autorevole fonte come ‘Panorama’..
    Rendiamoci conto..
    Scusa il post sgrammaticato ma mi infervoro..

  6. samu says:

    dicembre 9th, 2008 at 4:53

    Quello sopra era per un altro post, quello sulla regolamentazione internet…pardon..