“Per quelli di noi con disordini sessuali”

pubblicato da Giulia lunedì, dicembre 1, 2008 22:26
Aggiunto alla categoria Gay Today, Target du jour

Oggi le cose che avrei voluto dire su Luxuria, il Papa, gli omosessuali e l’Italia le ha dette la Soncini.

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10 commenti to ““Per quelli di noi con disordini sessuali””

  1. Tom | Manca solo che dicano che è lei il nostro Obama says:

    dicembre 2nd, 2008 at 1:53

    […] che ha scritto la cosa più intelligente che mi è capitato di leggere – grazie al blog di Giulia – su tutto l’affaire Luxuria. Sono perfettamente d’accordo, per una volta. Elementi […]

  2. tb says:

    dicembre 2nd, 2008 at 7:41

    La realtà è che il televoto è incontrollabile.
    Quanti hanno votato? A me sembrava già tutto scritto. Per me doveva vincere il custode con quella faccia da Norman Bates.
    Ma si sa i falsi moralisti sono davvero in tanti.

  3. Giulia says:

    dicembre 2nd, 2008 at 9:07

    tb, si sta parlando di un’altra cosa. Del televoto non me ne potrebbe fregare di meno, onestamente.

  4. Angela says:

    dicembre 2nd, 2008 at 5:34

    La cosa più terrificante è la naturalezza con la quale tanta gente ritiene che un programma come l’isola dei famosi possa essere lo specchio della nostra società..e addirittura uno strumento per capire come questa cambi e si evolva…
    Se proprio nella televisione dobbiamo vedere riflessa la nostra storia allora preferirei sinceramente che fosse Lamù a rappresentarmi!

  5. andrea poulain says:

    dicembre 2nd, 2008 at 7:50

    se ci si accontenta della vittoria di un trans in un reality per non vedere più tutte le discriminazioni vuol dire che siamo proprio alla frutta, anzi forse all’ammazzacaffè..

  6. seralf says:

    dicembre 3rd, 2008 at 1:55

    Secondo me l’aspetto interessante, che è stato frainteso nelle riflessioni emerse dagli amici di Luxuria, è non tanto nella vittoria, ma nel tipo di presenza: nel bene e nel male credo che stia portando avanti un tipo di piccola/grande normalizzazione del senso comune, ecco la rivoluzione. E’ inutile fare battaglie sociali giustissime, se poi gli unici d’accordo nei dibattiti siamo sempre noi, bisogna convincere gente che magari non ci piace o che ragiona in modo che ci piace. Esiste una italia enorme -probabilmente la maggioranza- per la quale abituarsi a non passare il tempo a chiedersi perchè un uomo ha le tette è una cosa realment rivoluzionaria, rassegniamoci: su questo do ragione a Luxuria, è un ottimo modo di fare la rivoluzione.

  7. tb says:

    dicembre 3rd, 2008 at 7:29

    Parlando di televoto volevo solo dire che la vittoria di Luxuria non cambia nulla nel panorama moralistico italiano.
    Non siamo ancora pronti ad accettare i “diversi” e non credo che la colpa sia della chiesa o del Papa. La responsabilità è della nostra cultura che in alcuni casi è veramente poca e in altri casi è gretta.
    Personalmente alcune manifestazioni esplicite mi danno fastidio e questo è un atto di accusa verso di me e quelli come me che ancora, probabilmente, non riescono a liberarsi del tutti da preconcetti antiquati e maschilisti. E’ vero anche che il tempo cambia le persone e cose che non ti piacevano ieri, inizi a comprenderle oggi e forse, dico frose, domani potranno addirittura piacerti.

  8. nest says:

    dicembre 3rd, 2008 at 11:32

    la penso come seralf
    la parola chiave è normalizzazione. per me i trans sono normalissimi, bisogna fare in modo che lo diventino per tutti, e questi tutti bisogna raggiungerli e incalzarli. e che ne sai che non sia proprio il reality a portarci a casa loro per il blitz. che ne sai che strade prende la rivoluzione: noi non la sappiamo fare, si è visto.

  9. il matto says:

    dicembre 3rd, 2008 at 1:18

    Che poi son sempre gli stessi discorsi e io onestamente mi sono stancato di parlare di roba così lontana dall’idea di civiltà e rispetto che dovrebbero caratterizzare qualunque Paese nel 2009.

  10. Sveva Rottermeier says:

    dicembre 4th, 2008 at 2:40

    E qualcuno si e’ perfino lanciato in deliri tipo “Luxuria come Obama”.

    Vabbe’. Lasciamo che il tempo passi e cali il sipario va’.