C’era una volta

pubblicato da Giulia lunedì, ottobre 6, 2008 10:25
Aggiunto alla categoria Sono fatti miei

Ci amavamo ancora, quando mi hai regalato quella mucca di peluche sdraiata con le zampine in avanti. Vivevamo insieme da poco, io ero stata operata di appendicite in un brutto ospedale triestino con camerate da otto persone e il bagno rotto, ed ero appena tornata a casa. La mucca era un regalo di bentornato, me l’avevi fatta trovare sul letto. L’avevo battezzata Timida, come la mucca della pubblicità della Tim che girava in quel periodo, anche perché, con quelle zampine stese e quell’aria ritrosa, il nome le donava.

Timida è rimasta con me anche negli anni in cui l’amore è morto e noi ci siamo separati. E’ venuta con me nell’appartamento di Via Flavia dove vivevo sola, e poi mi ha seguita nel trasloco a casa dei miei. Lì è rimasta, perché nello spostamento verso sud e verso una nuova vita mi era impossibile ricomporre l’intero mosaico delle suppellettili casalinghe. Dentro la scatola con Kermit la rana, il coniglio grigio, il Furby e tutti gli altri pupazzi raccolti nell’arco di quindici anni.

Oggi mia sorella mi ha mostrato in webcam Timida. Dice che Leonardo l’ha trovata e gli è piaciuta. D’impulso gliel’ho regalata, ma non avevo previsto la piccola malinconia gelosa che mi avrebbe provocato il gesto. Timida era ancora, in un certo senso, mia: Timida era un regalo di cuore, un gesto fatto in un tempo in cui dietro il gesto c’era ancora il sentimento. Morto il sentimento, mi restava la memoria. E in quel momento, separandomi da Timida, mi sembrava di separarmi anche dalla memoria, da quanto di bello riuscivo ancora a ricordare dei nostri anni insieme.

Poi ho pensato alle bambole che le mie zie mi regalavano d’impulso quando ero bambina, a quanto le ho amate perché venivano da loro, anche se erano antiche, antichissime, bambole americane degli anni ’60, regali che la nonna emigrata mandava nei pacchi a casa. La nonna, che con i bambini ci sapeva fare, metteva i giocattoli sul fondo del pacco, coperti da lenzuola, asciugamani e altri oggetti per la casa.

Io che ero la prima nipote ho fatto man bassa di questi adorati reperti, li ho cullati, coccolati, vestiti e svestiti. E’ venuto il momento che il primo nipote si appropri degli oggetti della mia memoria, li faccia suoi, li ribattezzi e inventi per loro una nuova storia.

Commenti e ping chiusi.

3 commenti to “C’era una volta”

  1. Spettatore di provincia says:

    ottobre 6th, 2008 at 10:46

    Che bel post, Giulia…

    Anche io tendo a conservare i regali di sentimento.
    Ma la cosa che più mi piaceva della mia ex ragazza era il suo cuore grandissimo, il suo amore forte per certi oggetti ma anche la convinzione profonda della loro secondarietà di fronte alle persone. Regalava spesso vecchie coperte, pupazzi, e ogni altra cosa del suo passato cui fosse in qualche modo legata anche profondamente alle persone cui voleva bene.

    Mi ha insegnato una grandissima lezione, che spero ora di avere appreso.

  2. danmartin says:

    ottobre 6th, 2008 at 4:06

    Ciao Giulia, un bellissimo post, davvero toccante.
    Un abbraccio,
    Daniele 🙂

  3. Maria Sung says:

    ottobre 9th, 2008 at 2:30

    La memoria non è un museo.
    Quell’oggetto finché stava nella scatola era come imbalsamato, rimettendolo in circolazione avrà una nuova vita, e, appunto, una nuova storia.