L’elastico della memoria

pubblicato da Giulia mercoledì, ottobre 1, 2008 8:51
Aggiunto alla categoria Sono fatti miei

Ho lasciato la finestra della cucina aperta tutta la notte. Non è stata una dimenticanza, ieri l’impianto elettrico della casa è andato in tilt, e di conseguenza c’è la corrente a macchia di leopardo: computer sì, frigo no, router sì, televisione no, stereo sì, scaldabagno no. Comunque, ho lasciato la finestra aperta in cucina per mantenere la temperatura bassa e salvare il salvabile in frigo. E’ una porta-finestra grande, e stamattina in cucina c’era tutto un odore di condensa fredda. Mentre scaldavo l’acqua e il latte per la colazione, mi sono tornati su ricordi di campo estivo, di palafitte con la tenda sopra e la cucina sotto, risvegli umidicci con stivali di gomma e calzini fangosi abbandonati ovunque, e grosse lumache viscide che strisciavano sui pali e sulle panche. Ma anche un ricordo più lontano, le notti in tenda durante il terremoto in Friuli, la seconda volta, quando avevo quattro anni e mezzo: tutti si ricordano il primo, quello del ’76, ma le scosse andarono avanti fino all’anno dopo, e si aveva paura a stare nelle case, che erano vecchie e già danneggiate. Ci sono ancora le foto di me con un vestito a fiori, un fazzoletto in testa e la gerla della legna sulle spalle, ne avevo una piccolina a mia misura e ci mettevo le bambole. A Natale del ’76 mi regalarono una culla di vimini con il materasso, un minuscolo cuscino e un completo di lenzuola, così bella da poterci mettere un bambino vero: era un regalo per me che ero una bimba terremotata, chissà da chi arrivava, ma io ero fortunata ed eravamo ancora tutti vivi. Nella casa danneggiata dalle scosse, adesso, ci vive mia sorella con il marito e mio nipote. E io sono qua a Roma, che aspetto l’elettricista.

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6 commenti to “L’elastico della memoria”

  1. Nessuno says:

    ottobre 1st, 2008 at 10:12

    Ma il frigo non potevi spostarlo (o mediante una semplice prolunga)ed attaccarlo alla presa di corrente dove è attaccato il Pc?

  2. Spettatore di provincia says:

    ottobre 1st, 2008 at 11:02

    Quando accadde a me una cosa simile, portai tutti gli alimenti fuori nel balconcino.
    Tuttavia, la soluzione della finestra aperta è stata migliore, se non altro per le rimembranze di cui hai voluto renderci partecipi… 🙂

  3. silv says:

    ottobre 1st, 2008 at 7:54

    non c’entra con il post… non posso credere che scriverai per una rivista online che ha un header come questo

    http://img180.imageshack.us/my.php?image=headercl5.jpg

    vista la coerenza, temo che non scriveresti post come questi http://www.sorelleditalia.net/2007/04/06/sotto-la-quarta-non-e-vero-amore/ se avessi le tette.

  4. Stef says:

    ottobre 1st, 2008 at 11:34

    Io sono troppo giovane per ricordare ma c’ero già, e l’evento fa ovviamente parte della storia della famiglia, perché non è di quelli che si dimenticano.
    Non hai idea della quantità di storie che mi hai fatto tornare in mente stasera.

  5. Giulia says:

    ottobre 2nd, 2008 at 9:10

    Silv, credimi: all’interno della rivista online di cui parli, faccio la cosa più sovversiva possibile: scrivo le stesse cose che scriverei su Sorelle d’Italia. Senza controllo redazionale e senza pre-approvazione.
    E infatti la responsabile dei contenuti è un’altra Sorella d’Italia (siamo peggio della massoneria!) 😀
    Se avessi le tette? Veramente le ho. Non sono due palloni aerostatici, ma le ho. Se fossero due palloni aerostatici, probabilmente ne sarei felice come sono felice di quelle che ho.
    Rilassati, il mondo è bello e la gente lavora.

  6. gabry says:

    ottobre 2nd, 2008 at 3:28

    vivo in zona sismica e quando ero bambina scappavamo spesso di notte a causa di continui terremoti.. ricordo quel periodo come un periodo anomalo, ma strano e pieno di confusione e per noi bambini che capivamo era anche divertente scappare e restare tutta la notte all’aperto…ma faceva anche paura il rombo della terra e le pareti che tremavano…