Il Friuli non esiste

pubblicato da Giulia lunedì, luglio 21, 2008 23:39
Aggiunto alla categoria Bric à brac, Sono fatti miei

Guardavo La ragazza del lago, bel film, ottimo ritmo, bravi gli attori. Lo guardavo, brontolando tutto il tempo per la cattiva abitudine italiana di non uniformare i dialetti rendendoli credibili: per cui in un dato film la mamma parla romano, la figlia siciliano, il padre milanese e nessuna spiegazione plausibile viene data di questa Babele di cadenze. Idem La ragazza del lago, dove di friulani ce n’è uno (Omero Antonutti) e poi c’è un commissario napoletano con la figlia che parla romano e la moglie che parla con accento triestino. Il tutto ambientato in un paesino del Friuli, di quelli dove tutti parlano dialetto, e a parte il succitato Antonutti abbiamo Gifuni, Golino, Denis Fasolo che è di Padova (e si sente, orca se si sente), più una rosa di personaggi di contorno tutti impostati e friulani come la pizza.

Mentre sono qui che digito queste righe, entra Emiliano che mi segnala un post del manager degli R.E.M. che identifica Udine né più né meno che come “beyond Venice”, perché chi diavolo lo sa dove sia Udine? Voi laggiù, sotto la linea del Po, sapreste individuarla su una cartina senza barare? Oh, non c’è niente di male: io so che Potenza è in Basilicata, ma se mi dici di trovarla a occhi chiusi ho delle difficoltà. Colpa mia, che non vado ai BarCamp.

Non è colpa di nessuno se il Friuli è culturalmente marginale, succede a tanti posti senza infamia e senza lode. Il Friuli (lascio volontariamente fuori la Venezia-Giulia, che fa storia a sé) è un posto antico, dove la modernità è arrivata d’un colpo e ha investito solo i più giovani. Tra i nati prima e dopo la guerra c’è un abisso culturale incolmabile, con la lingua come unico ponte: anche quella frammentata e divisa in migliaia di dialetti locali. Una volta, Fu, il Pasta e io abbiamo cercato di spiegare questo concetto a Ricardo, portoghese temporaneamente di stanza a Udine. La stessa frase, tre traduzioni diverse.

Siamo gente chiusa, che poco o niente ha dato di veramente tipico alla cultura nazionale, se si eccettua Pier Paolo Pasolini, il grande rimosso dell’Italia post-bellica. Stiamo sempre fra di noi. I friulani in Canada sono friulani all’estero, non italiani. Giusto i sardi sono così granitici nella propria identità, e parimenti misteriosi: ma dei sardi esiste un’immagine collettiva precisa, per quanto inesatta e frammentaria. Il friulano, come figura, non esiste. Non te lo immagini. Non si sa nulla di questi torvi abitanti del nord, pratici e rassegnati, che generazione dopo generazione mollavano la vanga per andarsene a fare i muratori in America, o a morire nelle miniere in Belgio. Nessun costume tipico locale che attiri i turisti, nessuna stranezza, un solo primato, quello delle morti per alcolismo. Né arroganti come i veneti, né goderecci come i triestini, né malinconici come i goriziani. I friulani non esistono, se non per se stessi. E guardando La ragazza del lago, siamo gli unici ad accorgerci che manchiamo.

Commenti e ping chiusi.

23 commenti to “Il Friuli non esiste”

  1. barnabo says:

    luglio 22nd, 2008 at 11:31

    una quindicina di giorni fa ho cenato con una comitiva di friulani/triestini/veneziani….mi sono schiantato dalle risate a sentire tutti gli sfottò e le prese per il culo che si scambiavano. del resto ho ricordi vaghi di brindisi e bottiglie che andavano e venivano alla velocità della luce 🙂

  2. Veronica says:

    luglio 22nd, 2008 at 12:35

    oh io ho sempre avuto più chiaro dove fosse Udine rispetto a Gorizia. E ho la certezza di preferirla, peraltro.
    Udine è bella, si mangia bene e la gente è mediamente MOLTO più simpatica rispetto a Gorizia.
    A Udine un tale che conosco e che vive in realtà a Mione aveva aperto una libreria “idealista”: suo scopo era di tenervi in vendita solo testi di una certa qualità.
    Ovviamente i suoi affari non sono andati bene ma questo non è altro che il segno che dei lati in comuni con il resto d’Italia ci sono e non sono un vantaggio. In compenso, che qualcuno c’abbia provato, secondo me è già un fiore all’occhiello.
    A Udine tutti capiscono il mio cognome perchè è di lì nonostante la mia radicalità toscana.
    Insomma il mio personalissimo rapporto con Udine e dintorni è solo buono.
    E per quanto riguarda i dialetti nei film, a parte i film girati in toscana da toscani con attori toscani, anche la cadenza di queste parti è piuttosto esiliata dal grande schermo.
    Nel supersuccessone di “io ballo da sola” nemmeno i pischelli parlavano toscano!

  3. Nemo says:

    luglio 22nd, 2008 at 12:53

    (Ecco… Lo sapevo che avrei fatto danno! Ricopio il commento qui. Sorry.)

    Da siculo trapiantato a Roma, posso dire che sì, è vero, il Friuli mi è completamente sconosciuto come posto. E non perchè io non ci sia mai stato, ma perchè, al pari di Molise e Basilicata, fino a qualche anno fa non avrei saputo dove posizionarli in una cartina geografica dell’Italia.
    E a scuola, in geografia, avevo 8.

  4. giovanni says:

    luglio 22nd, 2008 at 1:22

    lo ammetto…non riuscirei a ben posizionare udine sulla cartina.
    però ci sono almeno 3-4 amici friulani per cui metterei le mani sul fuoco, e a udine ricordo un paio di trattorie tra le più memorabili di sempre…
    certo, dici tu, “e ora dimmi tre specialità friulane”…e un’altra volta mi pigli in castagna…

    beh, insomma, mi sono perso. volevo solo dire che sì, forse è vero che non siete al centro dell’immaginario collettivo. ma quando ci entrate, ci entrate e vi ci radicate ben bene!

  5. Giulia says:

    luglio 22nd, 2008 at 1:57

    capisco bene quello che intendete dire, ma gli individui (per quanto meravigliosi) non costituiscono materiale da immaginario collettivo. L’ultima e unica macchietta friulana a livello nazionale era Mandi Mandi, Marco Milano, e poi il buio. Non esistiamo, veniamo confusi con i vicini di casa, i più acculturati dicono “Eh, ma il frico! Eh ma l’Academiuta!” e il resto del mondo, semplicemente (e giustamente) ignora qualsiasi cosa ci riguardi.
    Certo, pure io, se devo pensare ai valdostani… non è che mi vengano in mente delle grandi cose 😀

  6. Stef says:

    luglio 22nd, 2008 at 2:14

    Per Giovanni:
    1. Musetto
    2. Brovada (indespensabile con il Musetto!)
    3. Frico
    Poi direi la Gubana ma a me non è mai piaciuta. La Iota non vale che come dice Giulia fa storia a sé.

    Per Giulia:
    Assolutamente vero, una regione completamente assente dall’immaginario collettivo ma, almeno per come la conosco io (50% del mio DNA, per così dire), non è proprio una sorpresa.

    Quanto all’uso e abuso dei dialetti in tv e al cinema, ci vorrebbe un blog intero, con versioni divise per le diverse lingue (per dire, il tanto lodato accento inglese di Gwineth Paltrow in Sliding Doors è da plotone di esecuzione. Oppure Jane Leeves, Daphne di Frasier, che pur essendo inglese per dieci anni ha fatto dire al suo personaggio di essere di Manchester mantenendo un accento più improbabile del mio.

  7. Giulia says:

    luglio 22nd, 2008 at 4:19

    Stef, non vale, tu bari: provieni dalla regione confinante. E’ come dire che io so che i vicentini sono “magnagati” e le sarde sono in saor e i bigoli in salsa 😀

  8. valeria says:

    luglio 22nd, 2008 at 4:37

    io sono per metà friulana,e ci ho passato infanzia e adolescenza. E’ un peccato che la “friulanità” sia poco conosciuta e per i più misteriosa,perchè ci sono tante caratteristiche belle e affascinanti della gente e del posto. Credo ,per quanto mi riguarda,che la principale sia un particolarissimo sentimento di amore-odio,proprio da parte dei friulani,che anche se legatissimi alle loro radici poi quando tornano là vogliono spesso ripartire…Almeno questo è il sentimento più comune che ho riscontrato in persone come me cresciute là e poi trasferitesi.E’ una terra che segna:perchè lascia una certa oscurità feconda di poesia,nell’animo di molti. E sì,anche una certa chiusura e diffidenza che si combatte poi per tutta la vita…Ho apprezzato certe opere di Pasolini soprattutto quando mi sono trasferita…

  9. Stef says:

    luglio 22nd, 2008 at 8:50

    Obiezione: non vale perché sono figlia di mamma friulana 😀

    Ti assicuro che i miei venetissimi compagni di scuola/coetanei senza legami famigliari non saprebbero dirti cosa sono musetto, brovada e frico. Their loss, come si dice nella mia patria di adesso.

  10. barynia says:

    luglio 23rd, 2008 at 11:33

    Ho pensato la stessa cosa sulle cadenze quando ho visto il film l’altra sera. Il non sbracarsi e starsene defilati dei friulani comunque è già di per sé indice di un’identità forte. Udine dovrei cercarmela con molta calma sulla cartina. Per me il Friuli è Dino Zoff quando faceva il portiere.

  11. Giulia says:

    luglio 23rd, 2008 at 12:21

    Dino Zoff è effettivamente molto rappresentativo del friulano tipico. Se non fosse stato in porta con la maglia grigia, ci si sarebbe aspettati di trovarlo al bar con un tai di vin davanti.

  12. aloreg says:

    luglio 23rd, 2008 at 4:24

    Si..ho qualcosa da dire: ho vissuto per un anno a Trieste…( militare 🙁 )
    città fantastica e donne bellissime..ed è verò la gente è chiusa ma il mio collega, direttore vendite, Friulano (paesino vicino Trieste)…è una delle persone più aperte e spiritose che abbia conosciuto…
    l’eccezione che conferma la regola?

  13. JK says:

    luglio 23rd, 2008 at 6:32

    Non so se i friulani sono chiusi come i molisani…

  14. Achille says:

    luglio 24th, 2008 at 1:05

    Solo per dire che l’abitudine di non rispettare gli accenti e i dialetti è proprio un vizio tipico del cinema italiano (ne avevo scritto http://www.akille.net/2008/05/06/attenti-agli-accenti/) e che comunque l’impressione mia è che questo paese lo conosciamo meno di quanto pensiamo.

    Ad esempio sono sicuro che voi siete in buona parte convinti che i calabresi abbiano tutti lo stesso accento (di solito quello catanzarese) mentre ne ce ne sono almeno tre diversissimi.

    é solo un esempio, e ce ne saranno altri cento.
    é che la televisione, la radio e il cinema tendono a dipingere l’Italia come fanno gli stranieri (e come facciamo noi con loro). Toscani, romani, milanesi, a volte siciliani e napoletani. Intercambiali, come quei ristoranti americani che si chiamano “Bella napoli” e dove ci si va a mangiare il ragù alla bolognese.

  15. Stef says:

    luglio 24th, 2008 at 1:19

    Barynia ha ragione ma anche l’immortale Bruno Pizzul non scherza come rappresenta del friulanismo. E poi me lo ricordo quando si andava al ristorante a Udine coi nonni e lui era al tavolo di fianco.

  16. Giulia says:

    luglio 24th, 2008 at 2:37

    Achi’, almeno sugli accenti calabresi sono preparatina. Non preparatissima. Ma preparatina sì, robe di famiglia 🙂

  17. mauro says:

    luglio 28th, 2008 at 9:22

    Sì, per quanto riguarda il calcio (e lo sport in generale, Ottavio Bottecchia vinse due Tour de France!) il Friuli è terra fertile.
    Sul piano letterario Trieste era caso a sé ed era una calamita)
    Buon momento nel ‘500 e gran bel libro quello di Ginzburg Il formaggio e i vermi.
    Sul film sono d’accordo, un poliziotto che viene dal sud ci sta, ma i residenti dovrebbere avere un diverso accento.
    PS I veneti arroganti? No dai, non quelli del Nord, credo.

  18. Giulio says:

    luglio 29th, 2008 at 11:54

    Perchè i friulani sono il lato minimal dell’italico individuo. Sono gli scandinavi del Mediterraneo. Non hanno (a parte piazza Libertà a Udine) un solo esempio di architettura decorativa. Anche la cucina è fatta con pochi ingredienti (il frico? formaggio e patate). Il resto d’Italia e anche Trieste è molto più barocco. Lo stereotipo del friulano è uguale a quello del finlandese solo che al posto della vodka c’è la grappa.

  19. Laura, sthlm says:

    luglio 31st, 2008 at 11:38

    Una mia collega romana mi ha fatto notare che il film più strapazzato per i dialetti è “Incantesimo napoletano”. Per chi non l’ha visto, racconta di una famiglia di un’isola campana che va in cortocircuito quando nasce una bambina che parla milanese. Il fatto è che tutti parlano dialetto campano (non mi azzardo a specificare quale/quali, perché io sono di Alessandria); la bimba invece non parla il dialetto milanese ma l’italiano con l’accento di Milano. Cosa che la mia collega ha trovato ingiusta e triste.
    Ma, a proposito di alessandrini, anche il buon Franco Ravera stona così tanto? :o)
    Certo, da questo punto di vista, un cast fortunato come quello di Texas è difficile da bissare.. Una perla simpatica, il filmato di Scamarcio su YouTube che racconta di quando lui pugliese si è trovato a dover fare la cadenza ovadese!!!

    Giulia, io in Friuli non ci ho ancora messo piede, ma ci sono tanti vostri nomi che fanno parte della mia cultura quotidiana: Covacich, Battiston, Paolo Rossi, Elisa.. te…
    ;o)

  20. Giulia says:

    luglio 31st, 2008 at 12:52

    Covacich è triestino, Elisa di Monfalcone, idem Paolo Rossi… restiamo Battiston e io, dei quali solo il 50% fa cultura (indovina quale :D)

  21. Laura, sthlm says:

    luglio 31st, 2008 at 3:36

    Siete un 50% grosso: Beppe è largo 2 e tu sei donna e vali doppio. E poi Mauro è impiastricciato da anni di Pordenone, dài! :oP
    Piuttosto, perché scappate tutti a Roma?!

    Comunque ti capisco se fai la purista, anch’io non mescolerei volentieri Eco e Paravidino con Baricco e Culicchia… per dire.. ;D

  22. Federico says:

    gennaio 18th, 2009 at 7:20

    I triestini che ho conosciuto, e sono molti, sono arroganti, opportunisti e maleducati. Mi spiace dirlo ma non sono l’unico a pensarlo

  23. Giorgio says:

    febbraio 26th, 2011 at 2:45

    Io abito in Friuli, ma sono nato e vissuto in Svizzera, figlio di emigranti di origini miste pugliesi toscane e pure un po’ friulane..
    Il friuli è pieno di gente un po’ chiusa, un po’ ottusa, che si apre solo con un bicchiere in mano. La gente non ti caga, non ti saluta, è timida! se non è ubriaca, e quando è ubriaca, ti saluta, parla, si comporta come dovrebbe comportarsi da sobria, finchè è in grado, e magari dopo un po’ è troppo ubriaca e ti manca pure di rispetto..