Sospetto

pubblicato da Giulia mercoledì, luglio 9, 2008 15:17
Aggiunto alla categoria Target du jour, Triste mondo malato

Anche io sono tra quelli disturbati dal discorso di Sabina Guzzanti, ieri a piazza Navona. Non c’ero perché ero a fare un’intervista, ma appena tornata mi sono attaccata alla diretta di Repubblica.tv e ho visto giusto lei. (Avrei gradito anche vedere Lidia Ravera, ma Repubblica ha deciso di staccare su un commento indignato, per cui me la sono persa). Dicevo, anche io sono fra quelli che hanno trovato il monologo disturbante, fuori contesto, esagerato. Chi se ne frega se Berlusconi si strafà di Viagra: fosse pure vero, quest’uomo ha un ben pubblicizzato cancro alla prostata, che alla lunga può dare disfunzioni erettili. Saran cazzi suoi (letteralmente) se prende l’aiutino.

Poi ho pensato due cose: che no, non sono cazzi suoi. Ha fatto e fa in modo che siano cazzi un po’ di tutti: il (possibile? Probabile?) risultato di queste assunzioni di pillola blu è (sempre con ogni probabilità, fosse vero) un piazzamento di mignotte un po’ ovunque. Uso il termine “mignotta” non a caso, perché chiariamoci, chi la dà per ottenere favori di qualsiasi tipo si sta prostituendo. Non me ne frega niente se si fa dalla notte dei tempi: uno, non è vero. Due, la prostituzione è vecchia solo come la società familiare e patriarcale. Prima che le donne diventassero “cose” da vendere, comprare, cedere o barattare, la prostituzione non c’era. Queste signorine che credono di farsi furbe, si fanno solo schiave. Danneggiano principalmente quelle che mignotte non sono. Ci mantengono tutte nella condizione auspicata da Mara Carfagna quando annuncia che le pari opportunità per le donne sono il part-time per poter assistere vecchi e bambini. Ci mantengono tutte nella condizione di dipendere dalla benevolenza maschile, dallo stipendio di un uomo, o dal sollazzo del suo apparato genitale.

La seconda cosa che ho pensato è che a destra sono quindici anni che spopolano al voto millantando celodurismi, facendo i ganassa a destra e a manca, oppure esibendo cosce e scollature. Il discorso della Guzzanti disturba. Provate a immaginarlo in bocca a Bossi o Borghezio: parrebbe normale. Parlando di pompini, di sesso e potere, della necessità che le donne per prime si incazzino brutalmente per la situazione in cui si trovano a vivere, Sabina Guzzanti ha infranto una regola non scritta: e cioè che le signore non devono esagerare. Ha fatto una cosa tremenda, una cosa che non si fa, ha preso chiacchiere da bar e intercettazioni telefoniche e ne ha parlato come se fossero dei fatti: quando tutti sappiamo che è così, che il sistema in piedi è quello, che non è un caso se in Italia i posti di potere sono occupati dagli uomini, e le donne sono al massimo valorose ancelle.

Non è una cosa prescindibile, badate bene. Quasi la metà delle donne italiane non lavora. Se la metà degli uomini italiani non lavorasse, sarebbe una catastrofe economica, ma per le donne si fa un’eccezione. Le si pensa più facilmente come vestali della casa che come partecipanti attive alla vita sociale. Da qui a perdere i diritti – all’autodeterminazione, alla salute, al voto perfino – manca davvero tanto così.

Io mica lo so se la Carfagna abbia ottenuto il ministero con metodi alternativi alla carriera politica. Neanche dovrei pormi il problema, e purtroppo ci sono costretta. Lo faccio con dispiacere, per lei, per me, per tutte le donne che ieri Sabina Guzzanti è scesa in piazza a difendere, disturbandole. E forse catturando l’attenzione di chi si annoia a sentir parlare di Costituzione, democrazia e legalità, ma appena sente parlare di pompini, sesso e impotenza si sveglia e tende l’orecchio: diciamocelo, la maggioranza, in questo paese.

(Chi non sa nulla del discorso, lo trova qui.)

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Un commento to “Sospetto”

  1. Laura, sthlm says:

    luglio 10th, 2008 at 2:39

    Massì, facciamo due squadre che già siamo in astinenza da campionato: i politici e i comici.
    Possono votare, i comici? Guzzanti e Grillo devono limitarsi a far ridere e non intervenire da cittadini in una manifestazione, anche se votano?
    Sarebbe nell’ordine delle cose che gli elettori si sentissero rappresentati dai politici, e non dai comici.
    Ma senza questi ultimi, allo stato attuale delle cose, non ci rimarrebbe che la scritta in cielo alla Fantozzi… che, com’è tristemente noto, si può cancellare.