Il vitello d’oro

pubblicato da Giulia mercoledì, giugno 25, 2008 20:28
Aggiunto alla categoria Target du jour, Triste mondo malato
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C’è ancora gente che si sorprende che Berlusconi possa impunemente bloccare i processi a suo carico, senza che gli italiani insorgano contro questa violazione della democrazia, che mette a rischio la natura stessa del potere politico nel nostro paese.

Non vi sorprendete, per favore. Non c’è alcuna sorpresa.

Se avete mai parlato per più di cinque minuti con gli ultras che hanno votato Berlusconi per la quarta volta, sapete anche una cosa: che la sua figura è oggetto di un culto della personalità totalizzante, che travalica ogni considerazione riguardo la democrazia, le istituzioni, il giusto e l’ingiusto. Gli elettori di Berlusconi (non del Pdl, di Berlusconi) sono disposti a passare sopra ogni considerazione di questo genere, pur di vederlo al potere: pur di non vedere tornare al governo l’odiata sinistra.

Non è una cosa strana. La gente di sinistra avrebbe fatto qualsiasi cosa pur di non vederlo tornare al potere. Il problema era ed è che a sinistra non esiste nessuno di anche solo lontanamente paragonabile a Berlusconi per modi, carisma, capacità di presentarsi come il Salvatore dei Popoli. Fateci caso. Il suo partito si chiama “Popolo delle Libertà”. Il suo leader ha appena promosso un decreto legge contro le intercettazioni telefoniche. La libertà di chi?

L’elettorato di Berlusconi se ne fotte di queste sottigliezze. Il fine giustifica i mezzi: l’elettore di Berlusconi non si pone il problema del danno a breve, medio e lungo termine alla democrazia. Vuole Berlusconi. E se quello che serve a Berlusconi per rimanere in sella è assicurarsi l’impunità, bene, sia. Tutto il potere nelle mani di un uomo solo: ogni volta che succede, nella storia dei paesi moderni, sono guai grossi. Seguono guerre, persecuzioni, fame, privazioni, morte, sofferenza. Un uomo solo, senza il bilanciamento delle istituzioni, della legge e della società, governa male. Fa disastri. Sempre.

Chi nega il parallelo con Mussolini si fa solo distrarre dal fatto che Berlusconi racconta barzellette migliori.

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