In other Giulia news

pubblicato Monday 29 June 2009 10:49

Si protrae la mia assenza dal blog, legata principalmente a fattori di superlavoro e anche a un attacco di “Machettedevodi’?” Questo non mi impedisce tuttavia di segnalarvi la nuova lezione di Me parlare donna un giorno, ovvero le origini psicanalitiche dell’espressione “Ho bisogno”, nonché avvertirvi che a partire da questo giovedì l’appuntamento raddoppia: il lunedì proseguono le lezioni di lingua femminile, mentre il giovedì si apre un workshop intitolato “No noi non vi capiamo”, dedicato all’esplorazione collettiva dei misteri del maschio.

Roba più seria, invece, qui.

Il libro è consegnato e uscirà a settembre: credo sia attualmente nelle mani del correttore di bozze per l’ultimo giro di valzer prima della stampa. A breve (cioè: appena ho conferma del titolo definitivo) farò una cosa che non avevo mai fatto prima, ovvero la pagina di Facebook del libro in questione. Esperimenti di social marketing avanzato, su Rieducational Channel (’mbuti). Se vi iscrivete almeno in cento, ci danno pure l’url tutto nostro, pensa che figo.

Poi ci sarebbe da parlare del PD. Se sopravvivo a questa settimana, lo faccio: tanto non scade.

Segni del tempo che passa (heavy return)

pubblicato Friday 26 June 2009 10:16
Aggiunto nelle categorie Donna Moderna

Una si sveglia, e le è morta mezza infanzia.

“Decidi tu”

pubblicato Wednesday 24 June 2009 11:49
Aggiunto nelle categorie Me parlare donna un giorno

Come sono distratta: mi ero dimenticata di segnalarvi la nuova lezione. Solito posto.

Libro update

pubblicato Friday 19 June 2009 19:38
Aggiunto nelle categorie Sono fatti miei

Mi hanno consegnato oggi le bozze stampate da riguardare. Oh, sembra un libro vero.

Tags:

“Non ti merito”

pubblicato Monday 15 June 2009 10:37
Aggiunto nelle categorie Me parlare donna un giorno

Giusto perché sappiate cosa rispondere a questa frase, su Me parlare donna un giorno.

Miracolo leghista

pubblicato Saturday 13 June 2009 10:27
Aggiunto nelle categorie Target du jour, Viva la gente

La storia è questa, e me la segnala nei commenti papi (che ringrazio): nel quartiere di San Salvario a Torino, la Lega ha messo su un ufficio di assistenza gratuita a chi è in difficoltà, senza distinguere fra immigrati e nativi. Un ufficio che ha salvato la vita a un sacco di gente, dato che la squadra del Carroccio, lì dentro, fa di tutto: sbrigano pratiche, aiutano con la lingua, sostengono economicamente chi ha bisogno. Praticamente un ufficio welfare in un paese che il welfare non lo vede neanche col binocolo, qualcosa di sorprendente, specialmente perché viene da un partito i cui dirigenti fanno un vanto del proprio razzismo. Per aprirlo, infatti, c’è stato bisogno del permesso del Senatùr in persona.

E’ un dato importante, che però solleva diverse questioni. Posto che il principio di base è perfettamente condivisibile da qualcuno che vota a sinistra (aiutare nell’integrazione chi altrimenti vivrebbe con difficoltà e rischierebbe la ghettizzazione), e che la sinistra dovrebbe decisamente prendere esempio, tornando a lavorare sul territorio non a chiacchiere ma a fatti, rimane il problema di base. E cioè che la Lega come partito si è spesa dal primo giorno per creare divisioni di razza, prima fra nord e sud del paese, e poi, venuto a decadere quel problema per sopraggiunto nuovo nemico, fra italiani e stranieri; il tutto al netto della distinzione fra clandestini e regolari, con insistenti provocazioni culturali (Calderoli e i suoi maiali ne sono un fulgido esempio) e cavalcando la diffusa paura italiana della diversità. Del resto, in un paese che vede i suoi principi fondanti indeboliti di giorno in giorno, un partito basato sull’esistenza di una nazione nella nazione non può che comunicare ai cittadini insicurezza e paura. Se la legge, la Costituzione e la giustizia non valgono niente, e se alla maggioranza viene attribuito il diritto di dittatura, è chiaro che l’idea di una maggioranza di religione islamica (sapendo come funziona l’Islam in Italia) fa paura.

La Lega, inoltre, è responsabile di atti come l’esclusione di Gabriele Piccardo, italiano di religione islamica e figlio dell’ex presidente dell’Ucoii, dalla lista civica a sostegno di un candidato Pdl a Genova. Motivazione: l’incompatibilità fra la fede professata dal candidato e le posizioni leghiste.

Detto questo, quindi, è difficile non ascrivere l’ottimo operato dei leghisti di San Salvario all’iniziativa di singoli che hanno compreso un principio molto poco leghista (e quindi, guardacaso, per nulla sostenuto dal partito in Parlamento): e cioè che l’immigrazione è un fatto che bisogna affrontare ed accogliere, che le persone disperate fanno cose disperate, e che solo agendo come comunità si può vivere insieme.

In principio, lo ammetto senza problemi, ho sentito puzza. Puzza di missione cattolica in paese straniero, e ancora un po’ lo sento, questo olezzo di evangelizzazione. Sostegno, cibo e aiuto in cambio di fede, più nel missionario che nel Dio. E niente mi toglie dalla testa che questo genere di assistenza dovrebbe essere sistematizzato, esteso a tutti (non solo gli immigrati si trovano in difficoltà), e che dovrebbe essere il governo stesso a lavorare in questo senso, invece di andarsene a spasso nella persona del Presidente del Consiglio, dicendo che “Non vogliamo una società multietnica”. La società multietnica è quello che è successo mentre il Presdelcons prendeva il sole a Villa Certosa: ora si attrezzi. E con lui, quella sinistra che da quindici anni sta con la mano sul mento a domandarsi che fare, che posizione assumere, e dove sedersi al Parlamento Europeo.

Repost

pubblicato Friday 12 June 2009 11:15
Aggiunto nelle categorie Muziek non stop, Stereogram

Zu facts: 1. Quando Dio scorreggia, dà la colpa agli Zu per il rumore. 2. Fonti vicine al Pentagono sostengono che un attacco alieno alla periferia di Roma sia stato sventato da un concerto degli Zu iniziato in quel momento. 3. Punta Perotti è stato demolito dagli Zu suonando Ostia. Il palazzo era a Bari, gli Zu a Viterbo. 4. Il piedone dei Monty Python è dato per disperso da quando ha cercato di calpestare gli Zu durante un assolo di basso. 5. Quando gli Zu fanno le prove, i sismologi di tutta Italia vengono allertati in anticipo perché non si crei panico nella popolazione. 6. Gli Zu sono quando tutto il resto non è. Perché lo hanno raso al suolo con due rullate di batteria. 7. Gli Zu hanno fatto saltare le luci della centrale elettrica. 8. Gli Zu hanno lo stesso odore del napalm. La mattina, ma anche dopo. 9. Ho scritto t’amo sulla sabbia, poi ci sono passati sopra gli Zu ed è scomparsa la spiaggia. 10. Apollo era figlio di Zeus. Apolo è figlio di Zu.

Ma veramente non avete ancora letto il nostro resoconto del Primavera Sound?

Ha ha ha fucking ha

pubblicato Wednesday 10 June 2009 21:42
Aggiunto nelle categorie Bric à brac, Spot

E vogliono essere chiamati umani

pubblicato Wednesday 10 June 2009 9:41
Aggiunto nelle categorie In miniera, Triste mondo malato

Un’altra vittima sulla coscienza di Maroni, Bossi & co., e di tutto il loro elettorato. Odio avere ragione. Odio.

“Meno male che non sei come il mio ex”

pubblicato Monday 8 June 2009 10:51
Aggiunto nelle categorie Me parlare donna un giorno

Non vuol dire mica quello che pensate. Su Me parlare donna un giorno.