La mia vestaglia fa notizia

pubblicato Monday 18 January 2010 10:30
Aggiunto nelle categorie Una che scrive

Sapevo che prima o poi qualcuno si sarebbe fatto sedurre dalla dettagliata descrizione della mia vestaglietta azzurra. Igor Traboni, su Il Secolo d’Italia.

Torno subito (part IV, V, VI, whatever)

pubblicato Wednesday 13 January 2010 21:50
Aggiunto nelle categorie Sono fatti miei, Una che scrive

Scrivere un libro può essere due cose, almeno per me.

Una è la fatica. Certi libri ti escono lentamente, strappati fuori dalle dita giorno dopo giorno con fatica, pesando le sillabe, spostando gli avverbi, pensando e ripensando. Sono gravidanze lunghe, che ti lasciano stremata e sollevata, e quando finalmente consegni le bozze ti vorresti solo ubriacare a morte per festeggiare. La gioia arriva dopo, quando rileggi e dici: ecco, questo volevo scrivere, è venuto proprio come volevo io. Ma nel mezzo soffri, a volte non ti va, non ti ci metti volentieri. Non è lo scrivere per necessità fisica di cui ti parlano quasi tutti gli autori, ma la creazione di un progetto, che non sempre ti godi nel procedimento.

Un’altra cosa è la gioia di essere rapiti da una storia al punto di non poterne stare lontani. Una cosa che somiglia molto all’innamoramento: ti dimentichi di mangiare, di dormire, tutto quello che devi fare lo fai il più rapidamente possibile perché devi tornare lì dentro. E quando ci sei, dentro, la gioia e il dolore e la fatica e il trionfo sono quelli dei personaggi, non i tuoi. Tu sei solo felice di poter vivere con loro ancora un pochino. E te ne separi solo quando smettono di dirti quello che dovevano dirti, e rientrano nell’ombra da cui erano venuti a te.

Ecco, io sto lì.

Non è il motivo fondamentale per cui non scrivo qui, ma uno dei.

Cosa mi aspetto dal domani (2010 edition)

pubblicato Thursday 31 December 2009 11:44
Aggiunto nelle categorie Sono fatti miei

E le piantine di aster che ho seminato nelle fioriere del terrazzo hanno messo fuori le foglioline dalla terra, e sono tante, tante e carine; e la pioggia che continua a scendere in questi giorni le nutre meglio di quanto possa fare io con il mio bottiglione di Dixan ben lavato e riempito di acqua e fertilizzante.

Quanto sopra è tratto da un mio vecchio post primaverile. Sapete cos’erano le piantine, alla fine? Erbacce. Di quelle carine e tenerelle che fanno i fiori bianchi e infestano le fioriere per sempre, e io le ho curate e concimate per settimane, aspettando che diventassero piante di qualcosa.

Una cosa che non ricordavo e che mi ha colpito. La metafora la capite anche da soli. Ma chissà quante delle cose che nutriamo con amore ed enormi aspettative si rivelano poi essere un bluff. Oppure, più positivamente: quante delle cose che ci aspettiamo siano in un modo poi vengono fuori in tutt’altro modo? Alla fine, in quelle fioriere ci ho messo le fragole, che hanno fatto le fragoline. Gli aster sarebbero stati belli, ma non me li sarei mangiati. Insomma, tutto è bene.

Il 2009 è finito con qualche arrabbiatura lavorativa e un po’ di malinconia, perché è stato un anno molto produttivo: e gli anni produttivi sono difficili da replicare, ci vuole una discreta combinazione di culo, lavoro, sacrificio ma soprattutto culo. Nel 2009 è uscito il mio primo libro da sola per un editore grosso, e ora che scrivo ho il file aperto sul secondo, che sarà tutta un’altra cosa, ma a me scantonare è sempre piaciuto. Vorrei che il 2010 fosse l’anno in cui perdo il pudore per la parola “scrittrice”. Vediamo se mi riesce.

Poi ci sono le cose piccole ma importanti, tipo ritornare in palestra prima di decompormi da viva, e studiare finalmente lo spagnolo: ce lo dicevamo con Tostoini oggi, bisogna fare come con la palestra, appunto, due volte a settimana in tandem e studiare veramente. L’obiettivo è arrivare a Barcellona con un frasario sufficiente a non dover ricorrere mai all’italiano o all’inglese per le piccole cose come fare la spesa o cercare un posto (che poi, cercare un posto a Barcellona ormai fa ridere, visto che sono anni che la giriamo in lungo e in largo).

Il 2009 è stato un buon anno, mi dispiace lasciarlo andare via. Ma provo a tenere fermo il timone, vediamo se mantenendo la rotta si va verso il bel tempo.

Since we’ve nowhere to go/let it snow, let it snow, let it snow

pubblicato Saturday 19 December 2009 10:23
Aggiunto nelle categorie Sono fatti miei

neve_piccola

“Fuori dall’Italia ebrei e africani”

pubblicato Friday 18 December 2009 22:15
Aggiunto nelle categorie Target du jour, Triste mondo malato

Secondo la logica che il governo vorrebbe applicare a Internet, per quanto emerge da questo servizio bisognerebbe chiudere Brescia.

Eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il bar

pubblicato Tuesday 15 December 2009 11:53
Aggiunto nelle categorie Target du jour

Io mi domando da quanto tempo Gian Antonio Stella non vada al bar. Basta poco, mica uno ci si deve accampare tutto il giorno: basta scendere a prendersi un cornetto (o una brioche, o come la chiamano a Torino o dovunque sia ubicato Stella). Stai lì cinque minuti e ascolti. Ne senti di ogni: e gli stranieri, e gli zingari, e ’sta sinistra che non vale un cazzo, e Berlusconi che ce ne fosse uno con la mira buona, e le tasse, e signoramia. E ogni arringante ha il suo bravo pubblico di gente che annuisce e gli dà le pacche sulle spalle o sospira e chiosa con un rassegnato “È così, cosa ci vogliamo fare, meno male che c’è la salute.”

Moltiplichi, Stella, ogni bar per la densità delle conversazioni ad alzo zero e poi ancora per tutti i bar d’Italia, inclusi quelli collocati in quartieri insospettabili ad alta densità di laureati radical-chic, e veda cosa gli risulta. Se sono più o meno affollati dei gruppi di Facebook dedicati all’istigazione a delinquere.

Per capirci, io uno che si iscriva a un gruppo pro-Tartaglia o pro-sterminio degli ebrei lo considero più o meno alla stessa altezza, cioè un cretino privo dei lobi frontali. Anche sapendo com’è che ci si iscrive ai gruppi di Facebook, così, con un clic, e poi uno se ne dimentica. Soprattutto nei primi tempi in cui ci si apre un account, ti arrivano gli inviti e tu tutto giulivo ti iscrivi per essere parte di qualcosa: e diventi fan o parte di ogni sorta di gruppo idiota, dagli estimatori della Nutella a “Quelli che…” la qualunque. Poi c’è chi è cretino, aggressivo ed estremista sempre, e chi è cretino a chiazze. C’è chi reagisce in maniera viscerale, e chi ha pudore delle proprie viscere. E soprattutto, c’è chi cambia il nome del gruppo per mostrare la sua adorazione, e tutti gli iscritti si ritrovano automaticamente ad adorare con lui. Come faceva presente ieri Alessandra su FriendFeed, non ci vuole niente: fai un bel gruppone “Viva la figa” e poi gli cambi il nome in “Contro il complotto giudaico-massonico” et voila, fatto. Da mandrilli a complottisti di destra nel giro di pochi secondi.

C’è che la rete fa più impressione del bar perché verba volant, gruppi di Facebook (indebitamente sovrapposti ai blog, tanto è uguale, no?) manent. Ci vorrebbe una maggiore educazione all’uso dei social network? Sicuro. Far presente alla gente che non si può scrivere tutto sempre, perché alcune cose feriscono chi le legge, altre ti fanno semplicemente sembrare un idiota, altre ancora ti possono danneggiare, e alcune costituiscono direttamente reato? Certo. Ma dire che la rete va imbrigliata perché contiene istigazioni alla violenza è come dire che bisogna chiudere i bar perché ogni mattina, incluso nel prezzo del cornetto, ti forniscono un discorso razzista, ignorante, violento o istigatorio. Con la differenza che su Facebook, volendo, puoi segnalare il gruppo che infrange i termini di servizio con discorsi razzisti, ignoranti o istigatori, mentre ti voglio io, a segnalare il bar. O la sede di partito, a volerla dire tutta.

Sir Squonk e le 108 fatiche

pubblicato Sunday 13 December 2009 19:01
Aggiunto nelle categorie La Giulia consiglia, Spot

Ci vuole solo la pazienza del Sir per portare avanti un’impresa come il Post sotto l’albero. Ogni anni, puntuale come le tasse (ma più divertente), il Sir – che altrimenti sarebbe una persona serissima – invita un manipolo di bloggari a regalargli un post a tema natalizio, che poi raccoglie in un pdf scaricabile.

La tradizione prosegue, credo, dal 2004: io ho partecipato solo alle ultime due edizioni, sempre coprendomi di ignominia. Quest’anno ho consegnato un quarto d’ora prima della scadenza del termine ultimo. Non tiratemi i pomodori: fra meno di un anno, anche questa cosa bizzarra che ho scritto vi sarà chiarissima.

La stagione natalizia non inizia se sotto l’albero non c’è il PSLA. Buona lettura.

Go Diane!

pubblicato Friday 4 December 2009 15:11
Aggiunto nelle categorie Gay Today

I matrimoni fra coppie omosessuali saranno stati bocciati nello Stato di New York, ma la senatrice Savino è l’eroina del giorno.

I’m over the age of 40 and that’s all you’re going to get from me, but I have never been able to maintain a relationship of the length or the quality that Tom and Lewis have.

E poi canta “I Wanna Be Loved by You”

pubblicato Wednesday 2 December 2009 19:01

Non è che sia stata proprio una giornata eccezionale. E terminarla con una dose da cavallo di antidolorifico, per tenere a bada mal di gola e mal di denti post-intervento del dentista, non l’ha affatto migliorata. Credo di avere anche un pochino di febbre, ma non saprei dirlo con certezza perché qui il termometro non si trova, e tanto non ci ammaliamo con tutta questa frequenza.

Però insomma, in tutto questo essere mezza rotta vorrei mandare un augurio di pronta guarigione ad uno dei due uomini senza i quali questo blog sarebbe un mezzo porcaio. Rimettiti presto, Andrea. Anche a Marilyn avevano tolto quel pezzettino lì, ed era bellissima lo stesso.

Per chi l’ha visto e per chi non c’era (again)

pubblicato Tuesday 24 November 2009 12:54
Aggiunto nelle categorie A TV eye on me, Una che scrive